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Cardiocentro: "Zero debiti e le finanze sono sane"

Il Consiglio di Fondazione fa chiarezza sui conti, anche in vista della futura integrazione dell'istituto all'EOC

Finanze sane. Zero debiti. E un monito: fare di tutto per tutelare l’unicità e i dipendenti del Cardiocentro. Sono i punti saldi snocciolati oggi a Lugano dal Consiglio di Fondazione. Una risposta ad alcuni dati pubblicati di recente dall’Ufficio federale della Sanità pubblica e ripresi dalla stampa. E per dire che sì, negli ultimi anni i conti sono stati altalenanti, ma per ragioni tariffarie. Altrettanto vero che in Ticino si fanno tanti interventi. Questione, quest’ultima, che ha scaldato notevolmente gli animi…

"Le statistiche non mi interessano" ha dichiarato Giorgio Giudici, presidente della Fondazione Cardiocentro, ai microfoni di TeleTicino. "Interessa la decisione del medico di intervenire sul paziente al momento opportuno. Le statistiche per me rimangono fuori dalla porta".

Per quanto riguarda i conti, il 2017 si è chiuso con un lieve utile d’esercizio contro i 610mila franchi di deficit dell’anno precedente. Un risultato rosso dovuto per l’appunto al nuovo sistema di finanziamento degli ospedali in vigore dal 2012.

"Siamo partiti con circa un milione e mezzo in meno rispetto al 2015, con le stesse prestazioni" spiega Claudio Massa, membro del Consiglio di Fondazione. "Nel 2017 siamo riusciti, con diverse misure che abbiamo intrapreso, a chiudere in pareggio".

Altra questione che i vertici della struttura hanno voluto mettere in chiaro: non è vero che negli ultimi anni si sono accumulati milioni di perdite, hanno detto. Vi sono stati al contrario investimenti nella ricerca, tutti a carico dell’ospedale. "I risultati della ricerca non sono prevedibili, però per noi è indispensabile ed è apprezzata molto anche da altre istituzioni" ribadisce ancora Massa. "Anche tutte le nostre pubblicazioni scientifiche sono valutate molto positivamente dall'Università di Zurigo alla quale siamo associati".

Ed è anche per questo che si vuole salvaguardare l’unicità del Cardiocentro, ha infine ribadito Giorgio Giudici, riferendosi alle trattative in corso per passare, come da convenzione, sotto il cappello dell’EOC. Sembra infatti che 70 dei 350 dipendenti potrebbero essere ricollocati. Per questo, ma anche per stabilire la giusta governance, il Consiglio di Fondazione ha chiesto al Governo altri 15 anni di tempo. "Penso che bisognerebbe trovare una soluzione affinché il Cardiocentro possa essere gestito con la stessa tipologia attuale. Cioè, con un concetto di salario nell'ambito dell'Ente ospedaliero, ma con la possibilità di avere una certa indipendenza operativa" ha concluso Giudici. 

Maggiori dettagli nel servizio di TeleTicino

 

Redazione | 23 mag 2018 20:10

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