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Criptovalute: "Nuova frontiera per l’evasione fiscale?"

Sara Beretta Piccoli (PPD) interroga il Governo sul tipo si vigilanza in atto per contrastare possibili casi di riciclaggio

La deputata PPD Sara Beretta Piccoli ha inoltrato un’interrogazione al Consiglio di Stato con cui pone l’accento su possibili evasioni fiscali o riciclaggio di denaro, in relazione alle cripto valute.

"Non passa giorno che i giornali non parlino di Bitcoin e delle altre (per ora) meno conosciute criptovalute - si legge nell'interrogazione -  Il bitcoin, lanciato sul mercato nel 2009, è una moneta digitale distribuita e generata da una rete decentralizzata "peer to peer", cioè senza intermediari. Questo significa che non esiste alcuna banca o autorità centrale che stampa moneta e influenza il valore di un bitcoin, che è invece affidato solo alle leggi della domanda e dell'offerta. Non c’è un ente centrale bensì un database distribuito che traccia le transazioni, e sfrutta la crittografia per gestire gli aspetti funzionali come la generazione di nuova moneta e l'attribuzione di proprietà dei bitcoin".

"Bitcoin fu la prima valuta “virtuale”, nata, forse, per introdurre una forma anarchica di indipendenza nei sistemi di pagamento, svincolati da monete controllate da Banche centrali e Stati, in parole semplici una sorta di ritorno al baratto - sottolinea la deputata - Tuttavia ora si prevede che il 2018 sarà l’anno in cui le banche centrali dei paesi del G7 inizieranno a comprare criptovalute per rafforzare le loro riserve in valuta estera, consci del suo alto potenziale di sviluppo in quanto sia bitcoin che le altre “monete” digitali diventeranno la più grande valuta internazionale grazie alla capitalizzazione di borsa".

"Una delle funzioni principali di una banca centrale è quella di gestire le riserve ufficiali in oro e in valuta estera dello Stato nazionale o dell’Unione. Le riserve sono parte integrante per garantire che uno Stato nazionale possa servire le proprie passività in valuta estera e mantenere la fiducia nelle sue politiche monetarie e valutarie. Nel complesso, la stabilità finanziaria derivante dalle riserve auree ed estere ha storicamente tutelato il benessere economico dei cittadini in caso di shock esterni".

"Non è necessario essere monetaristi per ritenere che una moneta, le cui quantità sono fuori controllo delle autorità, non solo perde la caratteristica di fungere da argine all’inflazione, ma anche di governare gli squilibri finanziari e fare quel poco che può per sostenere la crescita. Naturalmente la natura anonima di transazioni in criptovaluta rende questa tipologia di moneta
particolarmente adatta allo svolgimento di attività illegali, come il riciclaggio di denaro e l’evasione fiscale. Le criptovalute dovrebbero essere soggette a regolamentazione e vigilanza appropriate; una sfida chiave sarebbe quella di contenere i rischi senza impedirne lo sviluppo".

Fatte queste premesse Beretta Piccoli pone le seguenti domande al Consiglio di Stato:

  1. Come pensa il Lodevole Consiglio di Stato di tenere sotto controllo possibili evasioni fiscali o riciclaggio di denaro, in relazione alle cripto valute?
  2. Vi sono già stati casi di riciclaggio noti? Se sì, quanti?
  3. Che tipo di vigilanza si pensa di implementare in futuro per questa tipologia di reati?
  4. Considerando che le criptovalute esistono già dal 2009, quante persone giuridichehanno dichiarato di possederne nella loro dichiarazione fiscale?
  5. Vi sono persone giuridiche che si sono dichiarate “Miners”?
  6. Quale importo, relativo alle criptovalute, ha generato entrate fiscali a partire dal 2009?
Redazione | 8 gen 2018 09:43

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