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Vittime di misure coercitive: 62 chiedono indenizzi

Inferiore alle aspettative il numero di persone che ha chiesto un contributo di solidarietà. C'è tempo fino a marzo

Finora in Ticino sono 99 le persone che si sono rivolte alle autorità cantonali – al Servizio per l’aiuto alle vittime di reati e all’Archivio di Stato del Cantone Ticino – per raccontare la propria storia o per la ricerca di documentazione. Sono invece 62 le persone annunciatesi dal Ticino per ricevere il contributo di solidarietà previsto dalla Confederazione come indennizzo alle vittime di misure coercitive a scopo assistenziale e collocamenti extrafamiliari prima del 1981. Come nel resto della Svizzera, il numero di richieste inoltrate dal nostro Cantone risulta per il momento inferiore alle attese. In vista della scadenza del termine di Legge per la richiesta del contributo, fissato per il 31 marzo 2018, il Consiglio di Stato ribadisce il sostegno offerto alle vittime e ai loro congiunti dalle autorità cantonali anche per quanto riguarda l’allestimento della domanda.

Anche il Cantone Ticino ha avviato nei mesi scorsi una campagna di informazione e sostegno per le persone che hanno subito misure coercitive a scopo assistenziale e collocamenti extrafamiliari. La Legge federale, entrata in vigore il 1 aprile 2017, riconosce infatti alle vittime di provvedimenti decisi prima del 1981 il diritto a un contributo di solidarietà, quale riparazione per le ingiustizie subite.

Anche se un bilancio definitivo sarà stilato solo al termine del periodo di inoltro, il numero di domande di un contributo di solidarietà finora raccolte in tutta la Svizzera è inferiore alle aspettative. In Ticino si sono rivolte ai servizi cantonali 99 persone e sono 62 quelle che hanno inoltrato una domanda; si tratta nella maggior parte dei casi di uomini che all’epoca dei fatti erano bambini, nati fra gli anni ’40 e ’50 del secolo scorso. Diversamente dalla situazione finora rilevata nel resto della Svizzera, è emerso che le vittime ticinesi furono nella maggior parte dei casi collocate in istituti – per decisione della Delegazione tutoria o della famiglia – e non in altri nuclei familiari.

Il termine per ottenere il contributo di solidarietà, inoltrando una domanda all’Ufficio federale di giustizia, scadrà il 31 marzo 2018. Le autorità cantonali invitano quindi a prendere contatto con il Servizio per l’aiuto alle vittime di reati o l’Archivio di Stato del Cantone Ticino, incaricati di fornire assistenza per la ricerca della documentazione necessaria e per l’allestimento dei moduli di richiesta. Tutte le informazioni saranno trattate con la massima riservatezza e nel pieno rispetto delle normative sulla protezione dei dati personali.

Informazioni dettagliate sulle procedure e le autorità di contatto sono pubblicate su una pagina web appositamente creata all’interno del sito del Cantone; un opuscolo informativo – disponibile anche sulla pagina web – è stato inoltre trasmesso a tutte le Cancellerie comunali ticinesi. Nelle scorse settimane, infine, la Confederazione e i promotori dell’iniziativa per la riparazione hanno avviato una seconda campagna di sensibilizzazione a livello nazionale, diffondendo un volantino a tutti gli enti potenzialmente interessati (case anziani, case di cura, studi medici, ecc.).

Redazione | 19 dic 2017 09:32

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