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Ecco i partiti che ricevono finanziamenti: "Non sono lobby"

La Cancelleria elenca i finanziamenti ricevuti dai gruppi politici. Che sono meno di quello che ci si possa aspettare

La trasparenza della politica è spesso messa in discussione dall'opinione pubblica, ancor di più negli ultimi mesi. Lo stereotipo è quello di gruppi politici al servizio delle lobby, che a suon di franchi influenzano le decisioni in Gran Consiglio piuttosto che in altri consessi. 

Ma è davvero così? Lo scorso settembre, rispondendo a un'interrogazione di Carlo Lepori (PS), la Cancelleria ha pubblicato una lista dei contributi ricevuti dai partiti negli ultimi 17 anni. Il Ticino è infatti uno dei pochi Cantoni ad aver reso obbligatoria la comunicazione dei versamenti superiori ai 10mila franchi per i partiti e ai 5mila franchi per i singoli politici o aspiranti tali. Chi si aspettava però un elenco chilometrico rischia però di rimanere deluso: è infatti bastata una sola pagina, che potete peraltro vedere nella gallery, per riassumere 17 anni di finanziamenti.

Di fatto, gli unici due partiti ad aver confermato di aver beneficiato di finanziamenti sono stati Plr e PS (anche se i finanziamenti dell’UDC sono stati pubblicati su Foglio ufficiale n.83 del 17 ottobre 2017, ndr). Nello specifico il Plr, a parte l'importante versamento da parte di un privato cittadino, ha ricevuto contributi principalmente dal gruppo parlamentare e dal partito nazionale, oltre che dall'"Association pour le maintien et la diffusion de la conception libérale de l'état". "Non è un mistero che l'attività politica abbia bisogno di soldi- spiega il presidente Plr Bixio Caprara - Ma ci sono diverse leggi e filtri per garantire il rispetto delle regole e delle procedure, oltre che dell'autonomia del partito. Peraltro la fonte di finanziamento principale rimane l'autotassazione del gruppo parlamentare, anche se è pur vero che ci sono imprenditori che sostengono gli schieramenti politici nei quali si sentono rappresentati. Ma posso garantire che chi vuole guadagnare non si mette a fare politica: invito gli scettici a passare una settimana intera con me...".

Sulla stessa linea d'onda Igor Righini, presidente del PS, partito che ha ricevuto finanziamenti da eredità e da sezioni comunali: "Per statuto non riceviamo finanziamenti da privati. Ci finanziamo principalmente con le indennita parlamentari e grazie alle donazioni dei simpatizzanti e dei membri del PS. Ma tutti i nostri conti sono disponibili e visionabili da chiunque: per noi la trasparenza è fondamentale. Mentre vedo che in altri partiti ci sono altre dinamiche, sia sul modo in cui ricevere i finanziamenti che sulla trasparenza dei bilanci".

I partiti che però non hanno dichiarato di aver ricevuto contributi rifiutano di essere tacciati di scarsa trasparenza. "Posso assicurare che abbiamo sempre rispettato le normative sulla comunicazione dei finanziamenti - spiega l'ex presidente PPD Giovanni Jelmini - Se i finanziamenti non sono così numerosi come vi aspettavate è anche 'grazie' ai giornali che fanno spesso pensare all'opinione pubblica che dietro alla politica ci sia qualcosa di torbido, quando invece c'è passione e voglia di mettersi a disposizione per il bene pubblico. E in questo modo si fanno scappare non solo i finanziatori ma anche le persone valide che non hanno intenzione di essere messe alla berlina ingiustamente".

"Gli imprenditori o chiunque voglia finanziare un movimento politico - conferma Attilio Bignasca - di certo non versa soldi alla Lega, dato che poi verrebbero strumentalizzati negativamente da media e politici antileghisti. Questo può essere il semplice motivo per cui finanziamenti al gruppo della Lega non ce ne sono stati molti. Piuttosto, chi è vicino alle nostre idee ha sempre preferito sostenere il Mattino della Domenica con delle donazioni".

MS

 

 

Redazione | 1 dic 2017 06:00

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