Accedi
Commenti

Sport e disabilità, a Lugano c'è potenziale

"Lo sport è un forte strumento di integrazione" ha commentato il municipale Michele Bertini durante l'incontro organizzato ieri sera all'ex Asilo Ciani

Sport e disabilità, Lugano ha un grande potenziale. È quanto è emerso ieri alla serata organizzata all’Ex Asilo Ciani dal Dicastero Sport di Lugano in occasione della Giornata Internazionale delle Persone Disabili. Presenti all'evento le associazioni FTIA, Special Olympics e il Gruppo Gli InSuperAbili. 

A fare gli onori di casa è stato il Capo Dicastero Sport, on. Michele Bertini, il quale ha spiegato la volontà della Città di dedicare incontri puntuali alla sensibilizzazione su tematiche legate all’integrazione. “Lo sport rappresenta un fortissimo strumento di integrazione per le persone con disabilità e un momento di confronto e di superamento dei propri limiti e delle proprie capacità” ha commentato Bertini ricordando la propria esperienza come sportivo fin dalla tenera età e il rapporto con sportivi disabili.

Ad accendere il faro sulle molte realtà presenti in Ticino e sulle potenzialità di Lugano è stato Aldo Doninelli, Direttore Sportivo di Special Olympics, il quale ha messo in luce l’attenzione che la tematica raccoglie sempre di più nell’opinione pubblica e la continua crescita degli sportivi con disabilità, giunti a quota 4'000 in tutta la Svizzera. Doninelli ha inoltre ipotizzato la possibilità, per Lugano, di ospitare un grande evento per Special Olympics in futuro, poiché il potenziale per realizzarlo al meglio è presente e tangibile.

Alessandra Visentini, Responsabile del Servizio Sport della FTIA ha mostrato le numerose attività organizzate dalla Federazione nei vari ambiti sportivi durante tutto il corso dell’anno e i benefici derivanti dalla pratica sportiva sia per l’autostima sia per lo sviluppo delle relazioni interpersonali e dei processi cognitivi.

Walter Lisetto ha raccontato il dinamismo del Gruppo degli InSuperAbili sezione ufficiale dell’Associazione svizzera dei paraplegici di Nottwill, e le medaglie ottenute dagli atleti di handbike, alcuni dei quali erano presenti in sala, e nelle discipline dello sci e della vela.

Interessanti le testimonianze di Luca Tramontin, ex rugbista che ha spiegato le origini storiche della disciplina e le dinamiche inclusive ad essa intrinseche mentre l’atleta paralimpico pluripremiato Fabrizio Macchi ha raccontato la propria esperienza: “Ho cercato di utilizzare la mia passione per lo sport come brand per lanciare il messaggio che tutti possono praticarlo, anche chi ha una disabilità”.

Macchi, curatore di una rubrica RSI dedicata a storie di ragazzi che fanno sport partendo da una disabilità ha concluso: “Credo che proprio questo rappresenti un motivo in più per fare il tifo per loro”.

A chiudere la serata è stato Michele Nasi, collaboratore del Dicastero Sport, il quale ha raccontato la propria storia, la nascita del libro “9 anni dopo” e l’arricchimento umano che ne è scaturito grazie alla solidarietà e alla condivisione di esperienze con persone che avevano un vissuto simile al suo.

Redazione | 4 dic 2014 11:18

Vuoi dire la tua sull'argomento? Clicca 'Commenti'