Vaccino a miliardario, scoppia la polemica
Il Ceo del gruppo ospedaliero privato Hirslanden si è scusato con la popolazione del canton Turgovia dopo che un imprenditore facoltoso ha ricevuto il vaccino due giorni prima dell’inizio ufficiale della campagna
di Keystone-ats-ls
Vaccino a miliardario, scoppia la polemica

Il CEO del gruppo Hirslanden si è scusato per il vaccino anti-Covid somministrato in Turgovia all’imprenditore sudafricano Johann Rupert. Sarebbe stato più saggio se Rupert si fosse annunciato per essere vaccinato a Ginevra, suo cantone di residenza, scrive oggi il CEO di Hirslanden, Daniel Liedtke, in una lettera indirizzata agli abitanti del canton Turgovia.

Il caso accende la polemica nel Canton Turgovia
Il gruppo ospedaliero privato Hirslanden gestisce i centri di vaccinazione del canton Turgovia, fra cui quello dove Johann Rupert si è fatto vaccinare lo scorso 11 gennaio durante un test di immunizzazione. La campagna ufficiale di vaccinazione è iniziata in Turgovia due giorni più tardi. La notizia, riportata ieri dalle testate di Tamedia, ha fatto molto discutere nel cantone, visto che il miliardario ha partecipazioni nel gruppo Hirslanden.

Il Ceo si scusa
Il CEO di Hirslanden riconosce nella lettera che “abbiamo sottovalutato il potere simbolico del vaccino somministrato ad un paziente facoltoso”. Liedtke precisa tuttavia che l’imprenditore “a causa di una grave malattia cardiaca, del diabete, della pressione alta e dell’obesità” è da considerare in una categoria a rischio ed “ha quindi diritto a una vaccinazione immediata”. Il responsabile del gruppo ospedaliero ammette inoltre “che siamo stati insensibili nella scelta del signor Rupert” e dice di capire le critiche. Secondo quanto scrive il CEO Liedtke, Rupert aveva chiesto il 24 dicembre se poteva essere vaccinato in una clinica del gruppo Hirslanden.

Un primo rifiuto, poi l’avvallo delle autorità cantonali
Il gruppo ospedaliero privato aveva in un primo tempo rifiutato la richiesta dell’imprenditore, che è presidente e azionista di maggioranza del gruppo Richemont, specializzato nel settore dei beni di lusso e con sede a Bellevue (GE). La svolta è però arrivata due settimane più tardi, il 7 gennaio, quando durante una videoconferenza per coordinare i preparativi per la campagna di vaccinazione, Hirslanden ha ricevuto il permesso dai funzionari cantonali di condurre un test con un massimo di dodici persone “a nostra scelta”, scrive Liedtke. Alla videoconferenza avevano preso parte oltre a Liedtke anche il capo del Dipartimento della sanità turgoviese Urs Martin (UDC), che prima della sua elezione in governo, nel marzo 2020, aveva lavorato per Hirslanden. Martin ha precisato ieri di non essere stato coinvolto nella selezione delle persone scelte per il test e nemmeno nella decisione di affidare la gestione dei centri di vaccinazione al gruppo Hirslanden. Le vaccinazioni pilota, con sette persone scelte dal gruppo Hirslanden si sono tenute l’11 gennaio nell’ospedale di Münsterlingen (TG).

La lezione da imparare
Come lezione da tutta la vicenda, il CEO di Hirslanden ha ordinato che negli altri cantoni in cui il gruppo è incaricato dell’organizzazione di un centro di vaccinazione, le persone da testare dovranno essere scelte dal cantone interessato, si può leggere nella lettera rivolta alla popolazione turgoviese.

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