Udc contro Berset
Secondo l’Unione democratica di centro il responsabile della sanità ha perso il contatto con la realtà. Plr e Ppd, invece, chiedono maggiori aiuti
di Keystone-ATS
Udc contro Berset
Foto CdT/ Chiara Zocchetti

Le ennesime misure restrittive annunciate oggi dal Consiglio federale non sono andate giù all’Udc, secondo cui il governo ha ormai perso il contatto con la realtà e il sostegno del popolo. Per il Ppd, l’inasprimento è “purtroppo necessario”, mentre il PLR chiede vaccinazioni rapide per evitare fallimenti.

“Danno economico immenso”

Non sono mancate critiche veementi al “ministro” della sanità Alain Berset. Il Consiglio federale - e in particolare Berset, il cui operato è stato criticato su tutta la linea - sembra aver perso completamente il contatto con la realtà, ha affermato l’Udc in una presa di posizione, aggiungendo che “il danno sociale ed economico è immenso e non può più essere giustificato”. Al posto di proteggere i gruppi a rischio, che rappresentano circa il 6% della popolazione elvetica, l’Esecutivo sta tormentando la maggior parte della popolazione che potrebbe lavorare e vivere adeguatamente con piani di protezione efficaci. Nonostante il calo dei contagi registrato già prima degli inasprimenti annunciati lo scorso 18 dicembre, il Consiglio federale ha imposto un nuovo lockdown. In questo modo, ha affermato il partito, continua a distruggere posti di lavoro, nonché il sostentamento delle famiglie, dei giovani e dei lavoratori autonomi. L’Udc ha poi formulato quattro richieste all’indirizzo del governo: sviluppare piani di protezione nazionali per le case di cura (dove si verificano più della metà dei decessi), ottenere dati affidabili su cui basarsi per le decisioni future, introdurre test rapidi al confine e soprattutto revocare il divieto di lavorare. Su quest’ultimo punto, il partito è dell’idea che bar, ristoranti, centri fitness e negozi possano tenere aperto se viene dimostrato che vengono applicati rigorosi piani di protezione e che non vi si registrano infezioni. L’Udc invita inoltre il Consiglio federale a revocare tutte le misure decretate oggi.

Plr: più vaccinazioni

Il Dipartimento federale dell’interno (Dfi) e i Cantoni devono assumersi la responsabilità e iniziare a vaccinare in modo massiccio, ha invece chiesto il Plr, secondo cui la Svizzera è in ritardo in questo ambito. Ciò porterà a revocare le misure il prima possibile, ha aggiunto il partito in un comunicato. Berset è finito nel mirino delle critiche anche tra i liberali-radicali, i quali hanno criticato il ritardo al suo Dipartimento - il Dfi - in merito alla strategia e alla logistica sulla distribuzione dei vaccino. “Non c’è una comunicazione trasparente, che mina la fiducia nell’istituzione, ha criticato il partito”, che si attende in futuro la “pubblicazione immediata, regolare e trasparente dei dati relativi alle vaccinazioni”. I liberali-radicali si sono detti soddisfatti degli aiuti promessi da Berna, ma le aziende devono ricevere immediatamente tali versamenti senza oneri burocratici. “È in gioco la sopravvivenza di molte PMI”, ha avvisato il Plr.

Ppd: reintrodurre i crediti Covid

Secondo il Ppd, l’inasprimento delle misure è “purtroppo necessario” per combattere il coronavirus, poiché l’obiettivo rimane quello di evitare un sovraccarico del sistema sanitario e ulteriori decessi. Gli aiuti per i settori colpiti devono essere garantiti in modo rapido e non burocratico, ha sottolineato il partito, che ha accolto favorevolmente la decisione del Consiglio federale di facilitare l’accesso agli aiuti nei casi di rigore. Il Ppd ha tuttavia criticato il governo per non aver voluto reintrodurre - per il momento - il programma di crediti Covid-19, uno strumento già utilizzato la scorsa primavera. “Il nostro Paese può e deve potersi permettere di fornire l’aiuto economico necessario a tutte le persone colpite”, ha detto il presidente del partito Gerhard Pfister.

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