Test gratuiti anche per chi non ha sintomi?
Questa l’ipotesi al vaglio dell’UFSP secondo Patrick Mathys. Il capo della task force Martin Ackermann: “La variante raddoppia ogni settimana, questo giustifica le misure”
di MJ
Test gratuiti anche per chi non ha sintomi?

La possibilità di garantire i test gratuiti anche alle persone senza sintomi è al vaglio dell’UFSP. Lo ha comunicato oggi Patrick Mathys, Capo della gestione di crisi dell’UFSP, nel corso della conferenza stampa da Berna. Un passo che consentirebbe di facilitare l’accesso alla popolazione e di potenziare la strategia di test. Mathys ha inoltre fatto il punto della situazione, spiegando che si è di fronte a due tendenze contrastanti: da un lato si sta verificando una diminuzione di casi, ospedalizzazioni e decessi, che fa ben sperare. Dall’altro, si verifica un continuo aumento dei contagi delle varianti con 120 casi rilevati in Svizzera fin’ora. Questo su un campione molto ridotto di test della sequenza genetica dei tamponi. Mathys ha ribadito inoltre che nonostante la situazione negli ospedali stia migliorando, con il 75% dei letti di cure intense occupati, questa resta critica e occorre un ulteriore miglioramento.

“Perché introdurre nuove misure se i casi sono in diminuzione?”
Questa la domanda passata per la testa a più di una persona negli ultimi giorni. Per Martin Ackermann, Presidente della Task Force scientifica dell’UFSP, la risposta è la diffusione della variante inglese. “Il numero di casi della variante B117, più contagiosa di quella che conosciamo finora, raddoppia ormai ogni settimana e costituisce ormai tra il 2 e il 5% dei campioni analizzati”. “Se assistiamo a una diminuzione dei dati”, ha spiegato Ackermann, “è perché vediamo diminuire i casi del ceppo base del coronavirus, ma i casi delle varianti continuano aumentare. Se non si fa niente, il rischio è di un aumento esponenziale”.

La possibile evoluzione della pandemia senza misure. L’area in verde rappresenta il numero di casi della variante normale del Covid, quella in arancione i casi della variante B117
La possibile evoluzione della pandemia senza misure. L’area in verde rappresenta il numero di casi della variante normale del Covid, quella in arancione i casi della variante B117

In proposito Ackermann ha illustrato un grafico, basato sui modelli rilevati in Gran Bretagna e Irlanda, delle possibili conseguenze di questo aumento senza l’introduzione di ulteriori misure. “Non siamo impotenti rispetto a questa situazione, conosciamo il pericolo e possiamo agire prima che si verifichi”, ha aggiunto Ackermann, spiegando che “abbiamo confrontato gli effetti delle misure nei diversi cantoni, e possiamo vedere che nei cantoni che hanno preso misure più strette hanno visto una diminuzione della diffusione”.

66’000 persone vaccinate finora, arrivate le consegne di Moderna
Sempre a proposito del vaccino, Nina Kronig, capo del dipartimento internazionale dell’UFSP ha dichiarato che finora sono stati somministrati 66’000 vaccini in tutta la Svizzera e che i dati completi in merito, cantone per cantone, verranno comunicati martedì prossimo “per dare tempo ai cantoni di proseguire con la somministrazione”. Inoltre Kronig ha anche comunicato che oggi sono arrivate le prime 200’000 dosi del vaccino Moderna. Monika Bütler, la vicepresidente della Task force: “La campagna di vaccinazione cominciata ma le mutazioni ci inquietano, infatti il tasso di riproduzione R0 è sempre di 1,0”. Secondo Bütler inoltre, i provvedimenti restrittivi, per quanto dolorosi, hanno pur sempre un impatto meno grave sull’economia e la società rispetto a un atteggiamento più lassista, che colpirebbe molte più persone.

Impianti sciistici, perso un terzo delle entrate
Erik Jacob, Capo della Direzione per la promozione economica della SECO, ha inoltre spiegato la situazione degli impianti sciistici e uno dei perché della decisione di mantenerli aperti: “Ci siamo confrontati con i Cantoni e le varie federazioni e abbiamo constatato che circa un terzo della cifre d’affari è andata persona, cosa che è particolarmente grave se si pensa che i contagi sono abbastanza stabili e che nel periodo invernale si concentrano quasi tutte le entrate delle piste”. Jacob ha anche parlato dei cambiamenti negli aiuti per i casi di rigore, di cui potete trovare la spiegazione in questo articolo.

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