Sono stati i cinesi?
Emergono nuovi dettagli sul violento attacco all'imprenditore aerospaziale Pascal Jaussi
Redazione
Sono stati i cinesi?
Sono stati i cinesi?

Alto tradimento. Dalla Romandia rimbalza una possibile pista per spiegare la violenta aggressione subita da Pascal Jaussi, il fondatore della start-up Swiss Space System (vedi articolo suggerito) che ha sfiorato la morte lo scorso 26 agosto, quando è stato strangolato e poi lasciato in una vettura in fiamme in un bosco del Canton Friburgo. 

Secondo quanto scrive il quotidiano Le Matin questa mattina, l'imprenditore elvetico avrebbe pagato a caro prezzo la sua intenzione di dare avvio a un'azione legale contro un gruppo cinese. La Recon, questo il nome della compagnia, avrebbe siglato un accordo di collaborazione di intenti con l'azienda elvetica per quanto riguardava gli aspetti finanziari e lo sviluppo di una nuova tecnologia. Nel patto era escluso qualsiasi sviluppo militare, come impedito dalle normative elvetiche.

I cinesi avrebbero però violato i termini dell'accordo, pubblicando un comunicato stampa in cui veniva citata l'azienda elvetica e le prospettive di applicazione militare di quanto sviluppato. Una presa di posizione che ha mandato su tutte le furie Pascal Jaussi, preoccupato per le conseguenze internazionali della diffusione di questa notizia, con possibili effetti negativi per le relazioni industriali della Swiss Space System nel resto del mondo.

Il CEO di Payerne ha stimato nell'ordine di decine di milioni di franchi il danno di questa operazione, addebitando le responsabilità all'atteggiamento di Recon. A essa, Jaussi ha comunicato l'intenzione di avviare una procedura per richiedere danni e interessi. Documenti e lettere che, secondo quanto riporta il quotidiano romando, il friburghese il 5 agosto ha trasmesso in copia niente meno che al consigliere federale Didier Burkhalter e al suo omologo cinese Wang Yi, oltre che agli ambasciatori dei due paesi.

Ad aggiungere mistero alla vicenda, vi sarebbe però un ulteriore elemento, che porta a Singapore. Lo scorso 30 marzo infatti, la società sorella S3 Solutions SA, aumentò il suo capitale in azioni da 100mila a 29 milioni di franchi in un solo giorno, grazie a una garanzia bancaria della Axios Credit Bank di Singapore. Chi il titolare delle azioni? L'arrivo di questo apporto finanziario e la collaborazione col gruppo Recon secondo Le Matin avrebbero un legame...