La desolazione dei cieli svizzeri
La pandemia ha avuto un impatto devastante sull’aviazione. In Svizzera diminuiti sia decolli e atterraggi che i voli in transito nello spazio aereo
di fsu
La desolazione dei cieli svizzeri
Ad aver avuto il maggiore calo di voli sono le compagnie low cost. Foto Shutterstock

Skyguide ha sorvegliato nei primi sei mesi dell’anno 270mila voli, il 57,1% in meno rispetto all’anno precedente. Letteralmente un tonfo per l’aviazione in Svizzera causato dal coronavirus, infatti i mesi neri sono stati marzo, aprile e maggio. In particolare ad aprile vi è stato il 93% di voli in meno, in maggio il 91%.

Più colpite le low cost

A registrare il maggior calo di voli sono state le compagnie low cost, che hanno avuto un calo del 67,3%. Le compagnie tradizionali, invece, hanno segnato un -59,8%. Poi vi sono i voli charter (-39,2%), i voli privati (-37,8%) e quelli merci (-2,2%). I voli militari, spiega invece Skyguide nel suo rapporto, non hanno invece avuto cali.

Zurigo e Ginevra

In linea con la diminuzione dei voli che hanno solcato i cieli elvetici, anche gli aeroporti hanno registrato un calo dei movimenti. Zurigo registra una diminuzione del 56.6%, mentre Ginevra del 50,9%. Gli aeroporti regionali, invece, hanno subito una diminuzione meno drastica (-32,4%), ma bisogna dire che gli scali minori hanno un traffico più slegato dai voli di linea.

Aeroporto di Lugano

Lo scalo ticinese, v’è da dirlo, ha vissuto altri problemi nell’ultimo anno. Rispetto ai primi sei mesi del 2019 (quando vi era ancora il volo di linea per Zurigo), ha comunque perso il 50,8% del traffico.

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