I Giovani socialisti vogliono abolire il matrimonio
Non tocca allo Stato occuparsene, secondo il presidente Fabian Molina. Ma tra i "grandi" non tutti sono d'accordo
Redazione

L'assemblea dei delegati della Gioventù socialista svizzera (GISO) si terrà il prossimo 20 giugno a Ginevra.

Tra le varie risoluzioni che verranno discusse ve n'è una molto particolare: l'abolizione del matrimonio.

Secondo il presidente della GISO, Fabian Molina, il matrimonio è "una costruzione obsoleta", da sostituire con un contratto accessibile a tutti, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale.

"Vogliamo che tutte le coppie di tutti i generi abbiano gli stessi diritti e doveri, e che le discriminazioni in materia di adozioni o di imposte siano abolite" ha spiegato Molina alla stampa d'Oltralpe. "L'unione esclusiva tra un uomo e una donna, così come la famiglia tradizionale, sono delle nozioni obsolete. Siamo dominati da delle leggi e da una mentalità conservatrice, ma i giovani della mia generazione vogliono avere la libertà totale di vivere la sessualità e la coppia come meglio credono."

A Molina è stato chiesto se il matrimonio non fa parte di queste libertà. "Certamente, ma questo deve avvenire in privato, in chiesa. Non tocca allo Stato occuparsene" ha risposto il presidente dei Giovani socialisti.

Per quanto riguarda la propria situazione personale, Molina ha dichiarato che non si sposerà mai: "Ma sarebbe bello se io e la mia fidanzata potessimo avere gli stessi diritti delle coppie sposate."

Come detto, i Giovani socialisti discuteranno dell'abolizione del matrimonio il prossimo 20 giugno. Ma tra i "grandi" socialisti, quelli del partito maggiore, sono in diversi ad aver già iniziato a storcere il naso... "Almeno idealmente il matrimonio può essere una buona base per la creazione di una famiglia, e può portare stabilità" ha dichiarato la consigliera nazionale bernese Margret Kiener Nellen, che proprio venerdì scorso ha festeggiato il 33esimo anniversario di nozze.

L'abolizione del matrimonio rientra in un documento che chiede pure l'introduzione di un congedo parentale sul modello scandinavo, dove ogni genitore ha diritto a un mese di assenza pagato e in più la coppia a un periodo comune (dieci mesi di assenza) da dividere liberamente.