Cure intense: “60% sono pazienti Covid”
In conferenza stampa gli esperti hanno parlato della situazione in Svizzera e in particolare negli ospedali. Masserey: “Il 60-90% della popolazione deve vaccinarsi affinché sia efficace”
di MJ
Cure intense: “60% sono pazienti Covid”

Resta critica la situazione dei posti letto in terapia intensiva, che sono stati l’argomento principe della conferenza stampa odierna a Berna con Virginie Masserey, capo della sezione malattie infettive dell’UFSP e Andreas Stettbacher, incaricato del Consiglio federale per il servizio sanitario coordinato. Al momento, ha spiegato Stettbacher, il 60,2% dei pazienti in terapia intensiva in Svizzera sono pazienti covid e, a livello svizzero, restano 240 posti supplementari sul totale di circa 1’150. Un numero esiguo e, per di più, di posti letto “non certificati”, anche se utilizzabili, ma che vanno esaurendosi rapidamente: “questa mattina”, ha continuato Stettbacher, “avevamo 34 posti letto certificati liberi. All’ora di pranzo erano già tutti occupati”.

“Incentivare i trasferimenti”
“Nella regione di Basilea e nell’arco lemantico in particolare i tassi di occupazione in cure intense sono molto alti”, spiega ancora Stettbacher, “ed è per questo che ora i pazienti vengono trasferiti sempre più spesso. Invitiamo tutti i cantoni ad effettuare trasferimenti quando l’occupazione supera l’80% e se necessario bisogna accettare i trasferimenti, attuati con un servizio di coordinazione”.

“La situazione sembra stabilizzarsi”
Nel corso della conferenza Virginie Masserey ha anche fatto un quadro della situazione, spiegando che negli ultimi tempi si nota una certa stabilizzazione delle cifre dei contagi, che potrebbe indicare un rallentamento della pandemia. Tuttavia, ha specificato, occorre continuare a rispettare le misure per evitare che la tendenza negativa riparta. Rispondendo a una domanda di un giornalista, Masserey ha anche ribadito che ospedalizzazioni e decessi tendono a seguire l’andamento con 2-3 settimane di ritardo, da qui l’attuale aumento imponente di queste due categorie.

Test, misure e vaccini
Masserey ha inoltre parlato della capacità di test della Svizzera, e spiegato che essa rimane “molto grande” e che la diminuzione dei test effettuati non dipenda dal fatto che la gente voglia farsi testare meno. In parte invece si osserva una diminuzione delle segnalazioni dei sintomi, che può essere indice di un rallentamento. Ha inoltre ribadito ai giornalisti che l’eventualità di attuare nuove chiusure è una questione politica, nonostante la task-foce Covid-19 le abbia consigliate. Sul vaccino, ha invece parlato di “segnali incoraggianti” ma che non ci sono ancora i dati per prevedere una strategia di implementazione ma “esso sarà efficace solo se il 60-90% della popolazione si vaccinerà”, a seconda delle stime degli esperti. Difficilmente però, ha spiegato ancora, il Consiglio federale deciderà per l’obbligo di vaccinarsi in quanto la legge sulle epidemie mette molti paletti in merito.

  • 1