Conti cantonali migliori del previsto
Malgrado il Covid, in generale i Cantoni sono riusciti a contenere i costi nel 2020. A incidere le entrate fiscali e i versamenti maggiori della BNS
di Keystone-ats-ls
Conti cantonali migliori del previsto
© CdT/Gabriele Putzu

Malgrado l’incidenza della pandemia da Covid-19 in generale i cantoni sono riusciti a contenere i costi l’anno scorso. Tra i 20 cantoni che hanno già pubblicato i conti del 2020, ben 17 hanno registrato risultati migliori del previsto. Le ragioni principali sono entrate fiscali e una quota dei benefici della BNS superiori alle previsioni.

Solo in tre Cantoni utili inferiori al previsto
Per il momento, solo Neuchâtel, Appenzello Esterno e Berna registrano utili inferiori a quelli preventivati. I conti neocastellani segnano un’eccedenza di 0,8 milioni di franchi secondo un risultato provvisorio, ovvero un calo di 4,6 milioni rispetto a quanto preventivato, mentre ad Appenzello Esterno - dove le entrate fiscali sono crollate a causa della crisi scatenata dalla pandemia - i conti si sono chiusi con 9,5 milioni di utile (-8 milioni). A Berna si è registrato un attivo di 40 milioni di franchi: un risultato “peggio di quanto previsto nel preventivo, ma meglio di quanto temuto nel corso dell’anno”, secondo il consiglio di Stato. In effetti, il preventivo parlava di un attivo di 218 milioni, mentre dopo l’inizio della pandemia si pensava a un importante deficit.

Cifre rosse attese a Ginevra e Uri
Ginevra e Uri sono finora gli unici due cantoni a registrare cifre negative, anche se entrambi hanno avuto un deficit inferiore al previsto. Uri ha chiuso con una perdita di 8,2 milioni di franchi, contro i 13,8 milioni di franchi preventivati. Nella città lemanica invece il deficit è di 486 milioni, ovvero 87 milioni in meno del previsto, grazie a entrate supplementari per 445 milioni di franchi, a cui si aggiungono importanti transazioni immobiliari, adeguamenti fiscali per alcune persone fisiche e una quota aggiuntiva degli utili della BNS.

A Zugo è record
Nel 2020 il canton Zugo ha registrato il miglior risultato finanziario di sempre: 285,5 milioni di franchi. A questo risultato eccezionale - che supera di 136,8 milioni le previsioni - ha contribuito la nuova quota cantonale dell’imposta federale diretta, che ha portato nelle casse cantonali 85,3 milioni di franchi in più. La Riforma fiscale e finanziamento dell’AVS, entrata in vigore il 1° gennaio 2020, ha infatti aumentato la quota cantonale dal 17% al 21,2%. Ci sono stati anche tre effetti imprevisti con un impatto significativo: alcune aziende che hanno venduto proprietà intellettuali e diritti di partecipazione su larga scala e hanno ampliato la sede di Zugo, la distribuzione dell’utile da parte della BNS è stata quattro volte superiore al budget e le imposte cantonali hanno superato di 5 milioni di franchi le previsioni.

Vallese e Friburgo in equilibrio
In Vallese i conti per il 2020 risultano tutto sommato buoni, con un’eccedenza di 2,3 milioni di franchi (contro 0,1 milioni nel preventivo). Come per Berna, anche in Vallese è stato decisivo l’apporto della BNS, che ha raggiunto i 107,3 milioni, ovvero 80,8 milioni in più di quanto previsto. Il Cantone si è lanciato in diversi investimenti a sostegno dell’economia, ma anche per la rete stradale e lo sviluppo della strategia informatica. Friburgo dal canto suo vanta un attivo di 0,8 milioni, contro gli 0,4 milioni previsti. Più consistenti i guadagni registrati a Zurigo 499 milioni (+438 milioni rispetto al preventivo), Basilea-Città 302 milioni (+286), Argovia 288,2 milioni (+236) e San Gallo 179 milioni (+153).

Prudenza
Diversi altri cantoni (LU, SO, GL, NW, OW, AI) hanno registrato un utile, mentre si aspettavano cifre rosse. Ad esempio i conti di Lucerna mostrano un’eccedenza di 67,5 milioni di franchi, mentre in preventivo aveva una perdita di 51,4 milioni. Soletta è passata da un deficit di 10,4 milioni a un’eccedenza di 59 milioni. Per l’anno in corso, la prudenza è d’obbligo. La pandemia rende difficili le previsioni, avverte Basilea Città, mentre il Vallese ritiene che le ripercussioni a medio e lungo termine della crisi sanitaria ed economica rimangono “incerte”. Berna avverte che Covid-19 lascerà tracce “profonde” nei bilanci futuri e influenzerà fortemente le entrate fiscali nel 2021. Neuchâtel va oltre e prevede un deficit di 100 milioni tra il 2022 e il 2025.

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