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Coronavirus: il primo caso è un 70enne a Moncucco

L'uomo è stato infettato a Milano il 15 febbraio ed è stabile, in quarantena, alla Clinica Moncucco di Lugano

C'è un primo caso di coronavirus in Svizzera, più precisamente in Ticino. Si tratta di un 70enne infettato a Milano al 15 febbraio ed è stabile alla Clinica Luganese Moncucco. Lo hanno indicato poco fa L'Ufficio federale della sanità (UFSP) e il Dipartimento della sanità e della socialità. L'uomo quindi, che vive in Ticino, è stato infettato in Italia circa dieci giorni fa e aveva partecipato a una manifestazione vicino a Milano. La persona è stata ricoverata in ospedale e ora è tenuta in isolamento. Le sue condizioni per il momento sembrano buone e il primo test del Covid-19 è risultato positivo il 17 febbraio. 

Ore 17:45: "Abbiamo iniziato a fare le indagini"

Christian Garzoni, specializzato in malattie infettive ha concluso: "Il paziente ricoverato non mette in pericolo gli altri pazienti, né tanto meno il personale e le altre persone. Chi è ricoverato non deve avere nessun tipo di timore"

Giorgio Merlani: "Stiamo completando la lista, io stesso non so quanti sono i possibili contagiati". Quello che è sicuro è che le persone che verranno informate e saranno messe in quarantena obbligatoria, non in maniera volontaria". "Per i casi in quarantena non è necessario avere una camera d'isolamento particolare, nel caso in cui non c'è un domicilio a disposizione siamo a contatto con la protezione civile, ad oggi abbiamo 12 camere d'isolamento pronte". 

Raffaele De Rosa: "La persona non ha contratto il virus in Ticino ma in Italia e quindi in nessuna manifestazione ticinese". "Le misure sulle scuole, se mai dovessero essercene, saranno prese solo in casi di accertamenti inerenti alla situazione". 

Ore 17:35: Caso al Moncucco 

Pietro Antonini: "Siamo stati aiutati dal paziente stesso e dai famigliari, è stato trasportato dalla moglie e non ci sono state complicazioni". 

Ore 17:30: LIVE - da Bellinzona

Giorgio Merlani: "Primo caso è stato registrato in Ticino, è stato confermato in linea generale dall'Ufficio federale di salute pubbilca. L'uomo si è recato in Italia". "Non ci sono segni di gravità, ha preso dei medicamenti per ridurre la febbre. Nei giorni la situazione clinica sembrava peggiorare e il medico quindi ha deciso di fare il test". "Non darò nessun dettaglio personale del paziente" ha ribadito Merlani. "Abbiamo già contattato un membro della famiglia e stiamo cercando di capire i contatti a rischio per capire chi deve andare in quarantena e quindi determinare l'indagine ambientale". "Non c'è modo di diminuire i 14 giorni e lo sono per tutti se il contatto è stato ravvicinato". "Siamo in fase di organizzazione e la popolazione sarà informata a tempo debito". 

Ore 17:10: Sintomi del 70enne

I sintomi dell'infettato si sarebbero verificati già 7-8 giorni fa, il virus quindi potrebbe essere stato passato anche tra i famigliari. Tuttavia i famigliari, al momento, non presentano sintomi. Le autorità comunicano che il 70enne era a casa, sotto cura medica poi è stato ricoverato. Non è però possibile identificarlo come paziente zero, perché non sono ancora stati verificati tutti i precedenti contatti del paziente. 

Ore 17:00: Primo caso in Ticino è un 70enne

Il caso del 70enne dovrebbe essere un caso isolato, non dovrebbero esserci alcune misure in più rispetto a quelle indicate ieri durante la conferenza stampa. È da capire se la persona ha avuto altri contatti. 

Conferenza stampa a Berna 

Il laboratorio di Ginevra a cui sono demandate le analisi di tutti i casi sospetti in Svizzera ha confermato un caso di infezione da Coronavirus. Per informare i media e la popolazione, l’Ufficio federale della salute pubblica ha convocato una conferenza stampa a Berna che si è tenuta alle ore 17:00. I rappresentanti dei media, nel frattempo, hanno potuto seguire questa conferenza stampa direttamente dalla sala stampa di Palazzo delle Orsoline a Bellinzona.

Infopoint Bellinzona

I relatori della conferenza sono Giorgio Merlani, Medico cantonale, Raffaele De Rosa, Consigliere di Stato e direttore del DSS e Paolo Bianchi, Direttore della Divisione della salute pubblica.

Accertamenti su circa 300 casi

Ieri il consigliere federale Alain Berset aveva presentato una serie di misure supplementari per far fronte all'epidemia in Italia. In particolare maggiore informazione, prontezza operativa e ulteriori esami. 

Aveva precisato che erano stati effettuati accertamenti su circa 300 casi sospetti e che alcune decine di persone erano in quarantena preventivamente. I test saranno intensificati, aveva annunciato, in particolare negli ospedali ticinesi, con la possibilità di eseguire gli esami direttamente, senza passare dal laboratorio di Ginevra finora attivo nella crisi.

MMINO | 25 feb 2020 17:30

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