Accedi
Commenti 13

"Rendite AI per i figli rifugiati, anche se vivono all'estero"

La vicenda riguarda un uomo del Ciad. I suoi figli hanno diritto alle rendite complementari, a stabilirlo è il TF

Un rifugiato che percepisce una rendita AI ha diritto a rendite complementari per i suoi figli, anche se essi non risiedono nella Confederazione. Lo ha stabilito il Tribunale federale (TF), che ha respinto un ricorso dell'Ufficio AI del canton Berna che si opponeva al versamento di queste prestazioni.

Rendite AI per le figlie
Il caso del TF riguarda un uomo del Ciad, che ha ottenuto in Svizzera lo status di rifugiato nel 1994. A partire dal 2005 è a beneficio di una rendita AI e nel 2016 ha richiesto il versamento di prestazioni complementari da parte dell'Assicurazione Invalidità per le sue due figlie avute al di fuori del matrimonio, che vivono in Francia con la madre.

L'Ufficio si era opposto
L'Ufficio competente bernese si era opposto, sostenendo che i bambini sono di nazionalità ciadiana e che sono domiciliati all'estero. Nel 2018, il Tribunale amministrativo del canton Berna ha però ammesso il ricorso del padre e l'AI bernese si è dunque rivolta ai giudici losannesi. Senza successo.

Convenzione di Ginevra
In una sentenza pubblicata oggi, il TF sostiene che la Convenzione di Ginevra relativa allo statuto dei rifugiati - ratificata dalla Svizzera nel 1955 - prevede che gli Stati contraenti concedano ai rifugiati che risiedono legalmente nel Paese gli stessi diritti di sicurezza sociale che vengono garantiti ai cittadini residenti.

Per gli svizzeri, il versamento di rendite per i figli non è subordinato alla condizione che anch'essi vivano nella Confederazione. Tuttavia, il "Decreto federale sullo statuto dei rifugiati e degli apolidi nelle assicurazioni per la vecchiaia, i superstiti e per l'invalidità" prevede tale condizione di domicilio per i figli di rifugiati e di apolidi.

Visioni discordanti 
Secondo i giudici di Mon Repos, il decreto viola il principio della parità di trattamento tra cittadini svizzeri e rifugiati garantito dalla convenzione del 1955. Poiché non vi è alcuna indicazione che il legislatore abbia voluto stabilire un'eccezione, bisogna attenersi al testo della convenzione.

Keystone-ATS | 14 feb 2020 12:35

Vuoi dire la tua sull'argomento? Clicca 'Commenti'