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"Ero convinto di essere svizzero"

Il TAF dato torto a un 19enne ivoriano. Era stato ripudiato dal padre e aveva ottenuto il passaporto 'per sbaglio'

Nulla da fare per un 19enne ivoriano, cui è stata negata la naturalizzazione agevolata dopo una lunga e battaglia legale. Il giovane, nato il 1. gennaio 2000 da madre ivoriana e padre svizzero (ma in seguito si scoprirà che in realtà era il frutto di una relazione extraconiugale), aveva ottenuto un passaporto svizzero il 5 giugno dello stesso anno. Il documento gli era stato regolarmente rinnovato nel 2007 e nel 2008.

Diversi anno dopo, nel 2013, l’amara scoperta: lui, in realtà, non è mai stato svizzero. Poco dopo la sua nascita, infatti, il padre aveva avviato un’azione di disconoscimento della paternità, che il Tribunale civile di Berna-Laupen aveva ammesso il 14 dicembre 2000.

Nel luglio del 2014 il giovane aveva depositato una richiesta di naturalizzazione agevolata, sostenendo di non sapere di non essere più svizzero e di aver creduto di essere realmente figlio di un cittadino elvetico. Nel dicembre del 2015 la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) aveva respinto la richiesta di naturalizzazione agevolata, facendo leva sui numerosi interventi della Polizia per aggressioni, vie di fatto e furto e tre condanne penali (2011, 2013 e 2015) per vie di fatto e minacce, lesioni semplici e furto e infrazione alla legge federale sulle armi.

Un successivo primo ricorso al TAF era stato ammesso il 1. febbraio 2016, ma il Tribunale federale, adito su ricorso dall’Ufficio federale di giustizia e polizia, aveva ribaltato tutto rinviando gli atti al TAF per nuova decisione. Per I supremi giudici federali il TAF non aveva considerato un’altra condanna, comminatagli il 16 febbraio 2017, a 20 giorni di carcere per furto e danneggiamento.

Chinatosi nuovamente sul caso, il 4 febbraio scorso il TAF ha ritenuto che il giovane non soddisfarsi minimamente i requisiti di integrazione e rispetto dell’ordine pubblico richiesti dalla legge. Inoltre, a suo carico è stato nel frattempo pronunciata un’altra condanna per infrazioni alle legge federale sugli stupefacenti per fatti avvenuti nell’aprile 2018. Secondo la Corte “le sue ripetute condanne penali evidenziano inoltre una totale mancanza di scrupoli”.

(Sentenza F-3494/2018 del 4 febbraio 2019)

Redazione | 17 feb 2019 08:30

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