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Dalle molestie sessuali alla rissa fuori da un bar, espulso

Il Tribunale federale ha confermato la revoca del permesso C di un 35enne cittadino turco

È stata confermata anche in ultima istanza la revoca del permesso di domicilio di un 33enne cittadino turco che nel 2014 era stato condannato per ripetuta coazione sessuale a 36 mesi di detenzione (12 da espiare) dal Tribunale regionale di San Gallo.

Il Tribunale federale ha infatti respinto il suo ricorso contro la decisione del 23 giugno 2016 dell’Ufficio della migrazione, confermata su ricorso sia dal Dipartimento della giustizia e dal Tribunale amministrativo cantonale. A pesare sulla decisione dell’Alta Corte losannese sono stati i numerosi precedenti penali dell’uomo. Nato in Svizzera, dal 1991 al 1996 era tornato a vivere in Turchia, dove aveva terminato le scuole elementari. Ritornato nel Canton San Gallo aveva più volte interessato la giustizia. La prima condanna (cui ne sono seguire altre 9) gli era stata comminata a 15 anni.

Dopo una serie di infrazioni alla legge sulla circolazione stradale e alla legge federale sugli stupefacenti, nel 2010 l’allora 25enne aveva molestato sessualmente una ragazza e 6 anni più tardi aveva colpito l’avventore di un bar nel Canton Soletta con un bicchiere di whisky, cagionandogli un danno alla vista. Per questo episodio era stato riconosciuto colpevole di lesioni gravi e condannato 32 mesi di detenzione e all’espiazione dei 24 mesi sospesi comminatigli nel 2014. A nulla gli era valso un ricorso al TF.

Nel respingere il ricorso contro la revoca della sua autorizzazione di soggiorno i giudici di Mon Repos hanno ritenuto che, alla luce del grave crimine a sfondo sessuale, l’interesse privato del 35enne a rimanere in Svizzera non potesse prevalere su quello pubblico. Con sentenza del 24 ottobre pubblicata ieri l'Alta Corte gli ha pure intimato il pagamento delle spese giudiziarie di 1'000 franchi.

Redazione | 9 nov 2018 06:35

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