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"Avete un minuto per parlare di Islam?"

Il TF ha accolto il ricorso di due attivisti, allontanati da una piazza di Kreuzlingen dove distribuivano volantini

Non ci sono prove di un collegamento con l’organizzazione salafita "Lies!", pertanto la giustizia turgoviese dovrà approfondire meglio il caso. Lo ha stabilito negli scorsi giorni il Tribunale federale (TF) di Losanna, esprimendosi sui ricorsi congiunti presentati da due uomini che il 4 novembre 2017 erano stati colpiti da una misura di allontanamento e tenuta a distanza da una piazza di Kreuzlingen, nel Canton Turgovia, per aver chiesto ai passanti se avessero qualche minuto per discutere di Islam (partendo da tema "La vita è solo un gioco"), distribuendo loro anche volantini, opuscoli e CD. 

I due avevano immediatamente ricorso al Tribunale amministrativo cantonale lamentando una violazione della libertà di credo, della libertà di espressione e della libertà di movimento. La Corte cantonale aveva respinto il gravame basandosi sui rapporti di Polizia, che era intervenuta per controllare le loro generalità, secondo cui i due avrebbero avuto legami con le organizzazioni “Lies!” e “Die Wahre Religion”, sospettate di proselitismo in favore dell’Islam radicale e che si occupano anche della distribuzione di copie gratuite del Corano per le strade (vedi articoli suggeriti).

I due uomini avevano quindi ricorso in ultima istanza al Tribunale federale, ottenendo ragione. Nella sentenza del 24 settembre scorso pubblicata oggi i giudici di Mon Repos hanno ritenuto che non vi fossero prove sufficienti di questi legami con le due controverse associazioni e che spetterà dunque alla Polizia turgoviese svolgere indagini più approfondite. Gli atti sono stati rimandati alla Corte cantonale per nuova decisione e ai due ricorrenti è stato riconosciuto un indennizzo di 1'500 franchi a testa.

(Sentenza 1C_193/2018 e 1C_194/2018)

nic

 

Redazione | 11 ott 2018 12:30

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