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La Turchia pianifica scuole in Svizzera

Timori per la propaganda da parte di Ankara, che vuole offrire corsi di lingua e cultura ai bambini di origine turca residenti in Svizzera

La scorsa settimana il Sonntagsblick aveva pubblicato delle immagini di bambini in uniforme, impegnati in una rappresentazione teatrale di carattere nazionalistico nel comune turgoviese di Uttwil. Ora nuovi documenti in possesso del domenicale attesterebbero che Ankara è intenzionata ad ampliare la sua influenza sugli scolari di origine turca in Svizzera (vedi articolo suggerito). 

Secondo quanto rivela il Sonntagsblick il Governo turco vuole infatti fondare delle scuole, frequentabili il fine settimana, offrendo dei corsi di lingua e cultura a bambini e ragazzi fra i 6 e i 17 anni di età. Un progetto, coordinato dal Ministero responsabile per i turchi all'estero, che coinvolgerebbe anche altri 14 paesi occidentali, oltre che la Svizzera. 

Il salario dei docenti, il materiale didattico e le spese per le attività sociali e culturali verrebbeo finanziati dallo Stato turco. Non è chiaro quante di queste scuole verrebbero aperte, ma secondo "insider" citati dal domenicale si parla di una dozzina. 

Non tutti però sono concordi con questo programma, soprattutto i turchi di tendenza liberale residenti in Svizzera, preoccupati che Ankara possa estendere la propaganda nazionale e l'indottrinamento. L'influsso ideologico sui ragazzi nelle scuole da parte di Erdogan è aumentato, ha spiegato Cristoph Ramm, ricercatore all'Istituto di studi islamici dell'Università di Berna al domenicale, il quale ha auspicato, assieme alla consigliera nazionale di origine turca Sibel Aslan (Verdi), un maggiore controllo da parte dei Cantoni. 

Le autorità responsabili per la formazione in Svizzera non hanno infatti voce in capitolo sui programmi delle scuole che non hanno un'autorizzazione dello Stato. Dopo quanto successo settimana scorsa a Uttwil, sia la presidente della Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Nazionale Christine Bulliard-Marbach (PPD), sia la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione avevano promesso di affrontare la questione. E se il problema dovesse estendersi, potrebbe occuparsene anche il Servizio delle attività informatiche della Confederazione. 

 

 

Redazione | 14 mag 2018 07:36

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