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Perdere un dito o una mano? Ecco come intervenire

Il 20% degli accessi al Pronto Soccorso e il 41% degli infortuni sul lavoro riguardano lesioni di mani e polsi

Il 20% degli accessi al Pronto Soccorso e il 41% degli infortuni sul lavoro riguardano lesioni di mani e polsi. La parte amputata può essere re-impiantata riconnettendo ossa, tendini, nervi, ma soprattutto arterie e vene, essenziali per la sopravvivenza dei tessuti, permettendo così di ripristinare le dita o l’intero arto. Se non è possibile un reimpianto, esistono diverse tecniche per la ricostruzione di alcune parti della mano.

In caso di amputazione traumatica di un arto, dito della mano o altro, bisogna:
1) Recuperare tutti i segmenti amputati, senza pensare che alcune parti siano “inutili”. Il chirurgo sceglierà quali parti ricostruire o quali possano essere utili.
2) Il segmento amputato va messo in un tessuto pulito (possibilmente garze sterili), inumidito con acqua, senza mai disinfettarlo: sostanze come l’alcool danneggiano le cellule delle piccole arterie e delle vene, rendendo impossibile un reimpianto.
3) Il segmento così avvolto va posto in un contenitore a tenuta stagna che a sua volta va in un contenitore più grande in cui vi siano acqua e ghiaccio. Il contatto diretto con il ghiaccio puro causa un danno irreversibile alle cellule e pregiudica la riuscita di ogni reimpianto microchirurgico.
4) Un segmento digitale (senza tessuto muscolare), è reimpiantabile fino a 24 ore dopo il trauma, se conservato come descritto. Per segmenti più grandi il tempo scende a ca. 6 ore.

Le ricostruzioni di segmenti già amputati sono paradossalmente più difficili, poiché spesso prevedono più interventi chirurgici. Inoltre le aspettative del paziente di solito sorpassano le effettive possibilità ricostruttive. L’unico vantaggio è che gli interventi possono essere programmati nei momenti più adatti, e da équipe mediche complete. Inoltre il paziente può decidere di farsi operare solo quando è psicologicamente pronto.

Il piede è la sola parte del corpo umano che può fornire elementi simili alla complessa anatomia della mano. Da esso si possono prelevare parti di dito o dita complete per ripristinare il pollice o più dita mancanti. La funzionalità del piede è in parte intaccata ma alcuni pazienti (soprattutto giovani) hanno ripreso attività sportive (anche calcio).

Vi sono due tipi di protesi per le dita: estetiche o funzionali. Le prime hanno costi relativamente contenuti (1000-2000 CHF a dito) e ottimi risultati estetici. Ma non possono subire carichi e si rovinano in fretta. Esistono poi protesi con una parte ancorata nell’osso, sollecitabili fino a carichi di ca.5 Kg, ma che hanno breve longevità e creano complicanze e infezioni, a differenza delle protesi osteointegrate di segmenti maggiori.

È in corso di approvazione la pubblicazione di uno studio su due pazienti con scheletro artificiale coperto da cute del paziente, con la realizzazione di un cosiddetto “dito-cyborg”. Il progetto, nella sua fase iniziale, ha aperto la strada a nuove possibilità ricostruttive. Per le protesi complete di arto superiore, i Politecnici d’Europa (tra cui di Zurigo e Vienna) sono all’avanguardia nello sviluppo di mani artificiali semoventi controllate direttamente dal paziente. Sono allo studio anche protesi di mano in grado di “sentire” integrando l’arto artificiale ancora di più nel corpo del paziente.

PD Dr. med. Thomas Giesen
Libero docente presso la facoltà di medicina Università di Zurigo
Specialista FMH in Chirurgia della mano e in Chirurgia Ortopedica e Traumatologia dell’Apparato Locomotore c/o Centro manoegomito Clinica Ars Medica

Redazione | 11 dic 2018 19:53

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