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Pancia gonfia: il ruolo dell’alimentazione

La dottoressa Cristiana Quattropani Cicalissi spiega la sindrome del colon irritabile

La sindrome del colon irritabile è associata a dolore, gonfiore addominale e/o disturbi del transito. Un singolo alimento è di rado il fattore scatenante del dolore o del disturbo. Una vera allergia alimentare non è comune, ma esiste l'intolleranza o “pseudo-allergia” ad alcuni alimenti.

Nella gran parte dei pazienti con sintomi causati da alimentazione la percezione d’intolleranza ad alcuni cibi spesso non è legata ai risultati dei test nel sangue. Ogni analisi allergologica deve essere interpretata da medici specializzati, prima di iniziare inutili diete limitative. I pasti ricchi di grassi possono aumentare i sintomi e causare ritenzione di gas causando dolore e gonfiore.

Esiste un'associazione del colon irritabile con la celiachia (0-3%), ma la coesistenza di entrambe le malattie è rara. La ricerca di celiachia mediante prelievo del sangue è raccomandata nei casi di colon irritabile. Si è riconosciuta l’importanza, per un gruppo limitato di pazienti, di un’alimentazione priva di glutine pur in assenza dei criteri diagnostici classici della celiachia. Si tratta della cosiddetta “sensibilità al glutine non celiaca”, che oggi si può riconoscere solo con una dieta probatoria senza glutine.

L'intolleranza al lattosio, causata dal deficit di lattasi (enzima che “digerisce il latte”), è molto frequente e si trova nel 25-40% dei pazienti con colon irritabile. Può essere diagnosticata tramite un test del respiro. Se la quantità di lattosio ingerito supera la capacità di assorbimento, si sviluppa una fermentazione dei batteri del colon con conseguente gonfiore, disagio o diarrea. Può capitare che in pazienti convinti di essere intolleranti al lattosio il test sia negativo. I sintomi potrebbero essere dovuti ad altro (per es. allergia alle proteine del latte vaccino).

Alcuni zuccheri (FODMAPs), utilizzati in particolare dall'industria alimentare ma che si trovano anche in natura in molti alimenti, possono favorire i sintomi del colon irritabile. L’acronimo FODMAP indica i saccaridi (lattosio, fruttosio, fruttani e galattani) e polioli (sorbitolo, mannitolo e dolcificanti tipo xilitolo e maltitolo) che provocano una rapida reazione di fermentazione batterica, con conseguente meteorismo o dolore e gonfiore addominale. Il fruttosio è presente in mele, pere, miele, succhi di frutta, frutta secca; il lattosio nel latte e nei prodotti lattiero-caseari; i polioli vengono spesso aggiunti a cibi industriali, in particolare a basso contenuto calorico. Galattani e fruttani si trovano in preparazioni a base di farina, ma anche in alcune verdure.

Il malassorbimento di almeno uno di tali zuccheri è molto comune. Varie pubblicazioni scientifiche hanno mostrato un miglioramento dei disturbi addominali seguendo una dieta povera di FODMAPs, che contribuisce a cambiamenti positivi nella flora intestinale. È una dieta molto complessa che richiede un apprendimento da parte dei pazienti con l’aiuto di un nutrizionista esperto.

Dr. med. Cristiana Quattropani Cicalissi
StudioGastro Lugano
c/o Clinica Sant’Anna

Redazione | 6 dic 2018 19:42

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