Accedi
Commenti

Arriva nelle sale operatorie ticinesi uno strumento di ultimissima generazione

FlexDex ridefinisce la chirurgia robotica, con risultati straordinari a beneficio dei pazienti

Flex sta per flessibilità, Dex, probabilmente per destrezza. FlexDex è il nome di uno strumento chirurgico di ultimissima generazione, che ha appena fatto il suo ingresso nelle nostre sale operatorie e si è rivelato in grado di ridefinire la chirurgia robotica. Ce ne parla il dottor Volonté, direttore sanitario della Clinica Sant’Anna e Specialista FMH in Chirurgia, che per primo l’ha usato in Svizzera: ‹‹La laparoscopia ha fatto passi da giganti ma gli strumenti classici di cui si è servita finora sono rimasti invariati per moltissimi anni, e fino ad ora erano rigidi e dritti. Si trattava di lunghe pinze fissate su un braccio. Era come se il chirurgo lavorasse con il gomito e il polso ingessati! Invece, la punta da FlexDex si muove in tutte le direzioni consentendo una flessibilità mai provata prima››.

Il salto di qualità nasce dagli studi di un professore di ingegneria meccanica indiano che ha inventato un sistema di trasmissione delle forze fondata su un insieme di cavi e pulegge. Esattamente lo stesso principio utilizzato nel robot Da Vinci, fiore all’occhiello della chirurgia mininvasiva, ‹‹solo che con FlexDex non si devono fare investimenti onerosi››, osserva il dottor Volonté, ‹‹ma si prende solo il “polso” del robot, che è un semplice dispositivo meccanico monouso›› Grazie al quale, durante gli interventi in laparoscopia più complessi, si riescono a fare movimenti a 360° e a trattare punti che con uno strumento dritto non si potrebbero raggiungere. I risultati sono straordinari, anche se inizialmente non è facile utilizzarlo. ‹‹Come nel passaggio dalla laparotomia alla laparoscopia, bisogna abituarsi, cosa che richiede un certo sforzo da parte del chirurgo e un periodo di training›› fa notare il chirurgo. ‹‹La ditta produttrice organizza dei corsi. Io stesso sto organizzando incontri con i colleghi per diffonderne la conoscenza e l’uso. L’abc del training dura una mattinata, durante la quale s’impara ad acquisire la necessaria manualità. Cinque ore di manipolazione sono il minimo per rendersi conto di come funziona e dei suoi pregi. Io mi sono fatto prestare lo strumento e la sera, quando i miei cari andavano a dormire, mi esercitavo a usarlo, visto che ovviamente non può essere testato durante l’operazione››.

Il 22 ottobre segna il ‘battesimo’ svizzero di FlexDex, usato nel corso di un intervento chirurgico effettuato presso la Clinica Sant’Anna dal dottor Volonté. Un onore, il fatto che una tecnologia tanto innovativa sia stata usata per la prima volta in una clinica ticinese. E un segnale del fatto che il Ticino, per quanto piccolo, è un Cantone all’avanguardia. ‹‹Non bisogna dimenticare che tutti i medici ora impegnati nelle strutture ticinesi hanno fatto pratica in grandi centri della Svizzera interna o romanda, come all’estero, quindi oggi non ha più senso pensare di trovare l’eccellenza altrove›› conclude il dottor Volonté.

 

Redazione | 6 nov 2018 17:20

Vuoi dire la tua sull'argomento? Clicca 'Commenti'