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L'incontinenza fecale colpisce anche i giovani: "Importante parlarne"

Un problema che può mettere in imbarazzo, ma chi non si rivolge a specialisti può adottare comportamenti controproducenti

Schizzinosi, non leggete qui
L’incontinenza fecale è una patologia nemmeno troppo rara e diffusa anche tra i giovani.

I disagi che l’incontinenza fecale può causare sono tali (e la tendenza a nasconderla così diffusa) che è importante parlarne. «A esserne colpite – spiega Francesco Volonté, specialista di chirurgia viscerale e proctologia alla Clinica Sant’Anna di Lugano – sono in particolare le donne. Ciò perché dipende da disfunzioni a muscoli e legamenti del bacino, che possono comparire dopo lo stress fisico della gravidanza». Ma nemmeno gli uomini ne sono immuni.

Primo: non nascondersi
Il problema, spiega Volonté, è che «chi riscontra questa patologia rischia di tenerla celata anche per molti anni, adottando comportamenti controproducenti dall’impatto negativo sulla qualità della vita». In particolare «tende ad adottare una dieta in cui la scelta degli alimenti e la scarsa idratazione danno nel breve termine l’illusione di poter contenere il problema»: una specie di stitichezza indotta, che però nel medio e lungo periodo fa più male che bene.

Secondo: parlarne subito
La soluzione è parlarne al più presto con uno specialista. Anche perché è un problema rapidamente diagnosticabile e spesso pienamente curabile: a volte bastano alcuni accorgimenti dietetici concepiti da uno specialista, altre volte è la fisioterapia mirata ai muscoli interessati che permette di rafforzare la zona pelvica. In casi più gravi, la chirurgia può intervenire per rafforzare l’innervamento o installare piccoli elettrostimolatori, sorta di efficienti pacemaker locali.
È per aiutare questi pazienti che la Clinica Sant’Anna sta sviluppando un Centro di Pelvi Perineologia, dove convergono medici, chirurghi, gastroenterologi e fisioterapisti, che lavorano sinergicamente per occuparsi di tutte le patologie inerenti al pavimento pelvico, di cui molti sono affetti ma che vengono spesso sottovalutate.

CIBO E ATTIVITÀ FISICA
Per una corretta alimentazione, meglio scegliere cibi contenenti fibre (cereali integrali e alimenti di origine vegetale, come legumi e verdura di stagione). Sì anche alla frutta, ma meglio lontano dai pasti per evitare fenomeni di fermentazione. Spazio al pesce, (in particolare quello azzurro), ricco di omega 3, e in alternativa alla carne bianca, come quella di pollo e di tacchino.
È importante poi bere acqua, che aiuta a depurare l’organismo. Tra le cattive abitudini da evitare ci sono caffè e fumo. E ancora cibi ricchi di zuccheri, che possono favorire le fermentazioni nell’intestino e il gonfiore addominale o quelli ricchi di grassi (salse e fritture). Inoltre, tra i fattori che favoriscono un cattivo funzionamento dell’intestino ci sono lo stress e i farmaci.

Redazione | 23 ott 2018 13:59

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