«Mi aspettavo l’Europa o la finale di Coppa»
Il bilancio di Angelo Renzetti sulla stagione del Lugano. «Il mio futuro? Se vendo mi riposerò, ma mi piacerebbe restare alla testa del Team Ticino»
Redazione
«Mi aspettavo l’Europa o la finale di Coppa»
Foto Chiara Zocchetti

Chiuso il sipario sulla stagione 2020-2021, il presidente del FC Lugano Angelo Renzetti è stato ospite lunedì sera a Fuorigioco, dove si è espresso sul campionato appena concluso e sul futuro di Jacobacci. Renzetti è tornato anche a parlare degli scenari di vendita che si prospettano per il club.

Una buona stagione, quella dei bianconeri, terminata al quarto posto, ma fuori dall’Europa. «È mancato un punto per l’Europa - ha commentato il presidente bianconero - e per questo punto c’è grande rammarico perché eravamo una squadra solida. Abbiamo pagato a caro prezzo degli errori durante la stagione, in alcune occasioni avremmo potuto giocare con più coraggio. Ce la siamo giocata sempre con tutti e avremmo potuto farcela».

Facendo un paragone con le passate stagioni, l’ultima è stata una delle migliori. «Non è stata ottima - ha replicato Renzetti - come voto dò 4,5. Alla fine dello scorso campionato il mantra era di mantere lo stesso gruppo. La società ha fatto uno sforzo enorme per mantenere il gruppo, le aspettative c’erano e in parte sono state ripagate. Abbiamo avuto una squadra sicura, senza mai paura di retrocedere, però poi ci siamo un po’ adagiati e non abbiamo fatto il salto necessario. Mi aspettavo di andare in Europa o in finale di Coppa».

E Maurizio Jacobacci? «Non ho nulla da rimproveragli, ha fatto delle buone cose e dato fiducia ai giocatori, ma alla fine di quest’anno in certi momenti mi è sembrato si potesse osare un po’ di più».

Il presidente del Lugano è tornato poi a parlare delle operazioni di cessione. Come è noto, Renzetti e il club stanno attendendo una risposta dalla SFL , la quale sta valutando che l’eventuale nuova proprietà abbia i requisiti per rilevare la licenza di gioco per la prossima stagione. «Non voglio dire il nome del gruppo. Sono al vaglio della Swiss Football League, se poi la SFL non li accetta, io li metto alla berlina svelando il nome e questo non sarebbe corretto. Ci tengo che facciano un’offerta per chiudere bene la situazione. Questo gruppo comprerebbe il 60%, la mia quota, e hanno già un accordo con Novoselskiy. Se non dovesse andar bene questa operazione, sia io che lui siamo disposti a vendere al contatto di Heusler. Se non sarà nessuna di queste due opzioni, io devo comunque trovare una soluzione. Non possiamo aspettare più di questa settimana per avere una risposta, abbiamo già ricevuto richieste per un paio di giocatori». È Lovato che ha portato avanti il gruppo interessato? «Non direttamente lui, ha fatto da tramite».

È pronto Renzetti a mettere la firma per lasciare? «Se le cose sono chiare, sicuramente. Sarei voluto restare anche più a lungo perché se avremo lo stadio è un sogno e la passione certo non manca...ma questa pandemia ci ha messo un po’ a terra. Non abbiamo comunque debiti bancari, ma c’è un debito verso la federazione che è dovuto alla pandemia. E poi non posso continuare in eterno a investire nel Lugano».

Renzetti è tornato poi sul futuro di Jacobacci, che potrebbe rimanere anche in caso di cessione del club. «Con Jacobacci è semplice, se va in porto la trattativa credo che lo confermeranno. Se dovessi restare io, lo confermerei, ma il discorso economico non sarebbe così facile. Si aprono comunque anche delle altre porte per lui. Se ha possibilità di andare da un’altra parte, è un professionista e deve farlo. È una persona onesta, brava, dedita al lavoro. Noi abbiamo una situazione che economicamente non ci permette di mantenere il salario attuale».

In passato si diceva che il giorno che Renzetti lasciarà il Lugano, prenderà il Locarno. «Non ho idea di cosa farò, voglio star tranquillo e curarmi, voglio ristabilirmi anche fisicamente, perchè in questi 10 anni ci ho messo l’anima. Prendere la responsabilità in questi termini non lo farò più, è veramente dura. Se c’è una cosa che mi piacerebbe fare è stare alla testa del Team Ticino. A livello di sponsor potrei dare una mano. Poi anche a livello di regole...nessuno fa un programma dalla A alla Z per i giovani, partendo dalle società che si mettono a disposizione».

Tutti i dettagli nella puntata di Fuorigioco

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