“Non è una perdita, sono soldi di Renzetti”
Michele Campana, direttore generale del Lugano, nega quanto affermato in mattinata da Thyago de Souza sull’ipotetico buco nelle finanze del club: “Sono soldi versati dall’azionista, cioè da Renzetti, per sostenere l’operatività”
di Teleticino/MJ
“Non è una perdita, sono soldi di Renzetti”

Ha destato la ferma reazione del Football Club Lugano quanto dichiarato questa mattina al Corriere del Ticino da Thyago de Souza. Secondo l’ormai ex acquirente del Lugano infatti lui avrebbe avuto a disposizione i soldi per pagare il cambio di proprietà e, ha aggiunto, la società si troverebbe ora con un “buco” da 7,9 milioni. Dichiarazioni che hanno portato il club bianconero a rivolgersi ai suoi avvocati per valutare l’opportunità di un’azione legale. I colleghi di Fuorigioco hanno intervistato il direttore generale, Michele Campana, per saperne di più sull’effettiva situazione finanziaria del club.

“Bilancio in equilibrio al 31 maggio”
La situazione finanziaria del Lugano è davvero così disperata? “Assolutamente no. Anzi, noi per questa ‘mini-licenza’ che avevamo chiesto per il passaggio di proprietà siamo tenuti di fare anche una chiusura trimestrale a fine marzo, mentre solitamente le facciamo solo a dicembre e a giugno. Ogni qualvolta facciamo una chiusura del genere il club deve presentare una situazione di equilibrio di bilancio. Quindi al 31 di maggio il club era in equilibrio di bilancio e lo sarà anche al 30 di giugno come ogni anno”. “Si fa una grande confusione sulle cifre”, continua, “ma ricordiamoci che c’è una grandissima differenza tra una perdita di bilancio e un debito postergato”.

Cos’è un debito postergato?
Si tratterebbe quindi 7,9 milioni di debiti postergati. Cosa significa questo termine? “Comincio col dire che queste cifre non sono quelle attuali, in ogni caso sono semplicemente i soldi che l’azionista versa in società per sostenere l’operatività. Poi quando si arriva a fare delle chiusure di bilancio si hanno due possibilità: o l’azionista manda i soldi a conto economico, rinunciando definitivamente a questo prestito, oppure fa una cosiddetta ‘postergazione di rango’. Questo sistema fa scendere di rango questo debito, quasi al livello di capitale, che è un sistema per tutelare quanto già investito lasciando aperta una piccola possibilità in caso di utili futuri di poter recuperare quando investito. In questo secondo caso non è quindi una rinuncia definitiva ma è, diciamo, una rinuncia momentanea a tempo indeterminato. Come previsto dal Codice delle obbligazioni, dagli uffici di revisioni preposte e dal regolamento delle licenze svizzere e della Uefa”.

“Sono soldi di Renzetti”
Tagliando la testa al toro, è giusto quindi dire che quei quasi 8 milioni, per la stagione 2019/2020, sono soldi che Renzetti ha iniettato nel club? “Esatto. È tutto molto trasparente, questi numeri sono anche sul nostro sito ufficiale e abbiamo un obbligo di pubblicazione sui dati minimi come tutti gli altri club per ottenere la licenza Uefa. Sono soldi che l’azionista, in questo caso Angelo, ha versato nel club e a cui ha rinunciato a tempo indeterminato tramite una postergazione di rango”. Quindi il Lugano non fallirà per questi 8 milioni? “No, assolutamente. Anzi sono proprio quelli che permettono al Lugano, come vale per qualsiasi altra società, di non fallire”.

“Perdita di 3 milioni? Per ora è sostenibile”
Per quanto riguarda la stagione 2019/2020 è vero che emerge una perdita di quasi 3 milioni. Questo è sostenibile su un budget di 12-13 milioni? “Se siamo arrivati fin qui vuol dire che in qualche modo è sostenibile”, risponde Campana, “se mi chiedi se è sostenibile sul lungo termine ti dico di no. È anche vero però che dipende sempre da quanto è disposto a spendere chi finanzia il club. E poi c’è la grande speranza che una nuova infrastruttura e un nuovo stadio possa andare a ridurre questo gap di deficit operativo”. Inoltre, sottolinea, “ci sono grandi club, anche di hockey su ghiaccio, che iniziano le stagioni con deficit operativi dai 7 ai 25 milioni. Quindi alla fine è tutta questione di proporzioni”. La speranza, ha dichiarato infine, è che con il nuovo stadio si possa arrivare regolarmente al pareggio di bilancio.

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