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"L’Australia è stata un’esperienza meravigliosa"

Intervista a Chiara Cantoni, giovane canottiera ticinese reduce da uno stage di sei mesi a Sydney

Chiara Cantoni, classe 2000, 169 cm di altezza, segno zodiacale: sagittario. Pratica il canottaggio dal 2012. Nel 2018 ha vinto una medaglia d’oro ed una d’argento nel 4 di coppia alla Coppa della gioventù di Cork (Irlanda). Lo scorso anno si è laureata campionessa europea a Ioannina (Grecia) nel doppio pesi leggeri in compagnia dell’argoviese Olivia Nacht. Ha saputo perfettamente coniugare gli impegni scolastici (liceo) con quelli sportivi. Questa è la sua filosofia: “So perfettamente che la scuola è importante. So che dovrebbe essere messa in primo piano. So che sbaglio a non fare così. Ma sono dell’idea che tutte le emozioni che può darmi il mio sport non valgono un pezzo di carta”. Chiara è appena tornata da uno stage di sei mesi in Australia per affinare le sue conoscenze dell’inglese e per apprendere alcuni segreti nella preparazione sportiva presso uno dei più blasonati club universitari di Sydney, ossia l’UTS Haberfiel. Purtroppo, i violenti incendi che si sono sviluppati in modo esponenziale soprattutto nella parte sud-orientale della nazione, in particolare negli stati di Victoria e Nuovo Galles, hanno non poco condizionato gli allenamenti all’esterno. Abbiamo avvicinato Chiara nel bel mezzo dello stop forzato, imposto “dall’alto” a seguito del propagarsi dell’indesiderato coronavirus che sta compromettendo l’intera stagione agonistica a tutti i livelli, Giochi olimpici compresi.

Sei appena tornata da un soggiorno linguistico in Australia, durante il quale hai avuto modo di allenarti, seppure con mille difficoltà, per prepararti al meglio in vista della nuova stagione. Ci puoi descrivere come hai vissuto questi mesi trascorsi nella terra dei canguri.
L’Australia è stata un esperienza meravigliosa! Purtroppo per via di tutti i problemi causati dagli incendi ho avuto qualche difficolta ad allenarmi negli ultimi mesi. In ogni caso sono molto motivata nel recuperare e migliorare nei prossimi mesi (coronavirus permettendo).

Sei reduce da una stagione estremamente positiva, la prima nella nuova categoria élite, coronata dal titolo europeo nel doppio pesi leggeri di Ioannina. Ci puoi tracciare un tuo personale bilancio?
Sono molto soddisfatta della scorsa stagione anche se si può sempre puntare più in alto. Le gare nazionali sono andate abbastanza bene, ma il doppio fatto agli europei è stata la ciliegina sulla torta che mi ha fatto concludere al meglio la stagione. Medaglia o no, credo di aver trovato una compagna di barca davvero eccezionale con la quale spero di poter fare altre barche in futuro.

In questi mesi hai avuto modo di constatare “dal vivo” lo stato di salute del canottaggio australiano. Che differenze hai riscontrato rispetto a quanto viene svolto in Svizzera, soprattutto nella preparazione?
Il canottaggio è canottaggio in tutto il mondo. Non ci sono particolari differenze. Il club resta sempre una grande famiglia. L’unica differenza che ho notato è che il canottaggio viene proposto come sport dalle scuole. Esistono dunque le schoolboat. Da noi invece la scuola non ha nulla a che fare con quel che fai al di fuori degli orari scolastici.

Come viene considerato il canottaggio in Australia?
Il canottaggio in Australia è un po’ più popolare rispetto alla Svizzera. con questo pero non intendo dire che sia famoso.

Siamo ormai alla viglia della nuova stagione, ammesso che riprenda. A che punto sei con la preparazione?
Devo impegnarmi tanto. Ho tanto da recuperare e tanti obiettivi che voglio raggiungere.

Hai già avuto modo di prendere contatto con lo staff tecnico della Federazione svizzera?
Si, grazie a Paola sono rimasta un po’ in contatto anche quando ero in Australia (per esempio mandando i vari test che venivano fatti su ergometro). Tuttavia le selezioni saranno a Mulhouse.

Il coronavirus che ormai si è sparso nel mondo intero potrebbe condizionare il proseguo della stagione? Come viene vissuto all’interno della Federazione?
Direi assolutamente di sì. Al momento il Ticino a chiuso tutte le società sportive tra cui il nostro club. il che significa che non possiamo fare uscite in barca o allenarci in palestra. Per quanto mi riguarda io ho iniziato un lungo periodo di convivenza con un ergometro che la società mi ha messo a disposizione, unitamente ad alcuni attrezzi di muscolazione. Devo dire che la cosa non mi rallegra tanto, ma un modo per allenarsi bisogna in ogni caso trovarlo. So che anche oltre Gottardo sono state prese adeguate contromisure.

Come certamente saprai, a partir dai GO di Parigi nel 2024 la categoria dei pesi leggeri dovrà lasciare il posto al coastal e al beach rowing. Cosa ne pensi in proposito?
Come peso leggero mi sembra abbastanza ovvio quale sia la mia opinione a proposito.

Rivolgo anche a te la domanda che ho già posto al compagno di società Neel Bianchi. Qual è stato il ruolo di Paola Grizzetti nella tua crescita sportiva?
Come penso di averlo già detto in altre occasioni, io senza Paola non andavo da nessuna parte. Oltre ad essere una brava allenatrice, Paola è una persona che mi conosce molto bene e sa bene come gestire il mio essere cosi pessimista.

La tua esperienza con l’argoviese Olivia Nacht ha dato risultati eccezionali. Pensi di poterla avere ancora come “compagna di viaggio” anche quest’anno?
Credo che non sia un opzione da escludere, ma mi devo davvero impegnare. E sono molto motivata per farlo.

Quali i tuoi obiettivi per la nuova stagione?
Per la nuova stagione il primo grande obiettivo adesso è quello di recuperare bene e avere i numeri necessari per stare in squadra nazionale. L’obiettivo per quest’anno sarebbe il mondiale U23, in programma a metà agosto a Bled, ammesso che venga disputato, obiettivo che mi è sfuggito lo scorso anno per motivi diversi.

 

Americo Bottani | 25 mar 2020 17:49

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