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“No, noi non falliremo ma...”

Parla Paolo Righetti, presidente dell'ACB: “Una bella botta ma abbiamo sempre fatto il passo secondo la gamba”

Lugano e Chiasso. Ma anche Bellinzona. Anche l'ACB è toccato dal blocco dei campionati causato dal diffondersi del corona virus.

Nella Capitale, c'è la doverosa preoccupazione ma non panico.

“Tra ieri e oggi ci siamo nuovamente messi in contatto con i giocatori con il tramite del nostro DS – ci ha detto il presidente granata Paolo Righetti - Vogliamo che sentano la nostra vicinanza in un periodo dove i contatti sociali sono molto difficili. Noi ci siamo, la società è presente. Anche per noi come abbiamo ripetuto loro l'unico messaggio davvero importante al momento è: “state a casa”. Vogliamo che i nostri tesserati fungano da esempio. E se posso vorrei lanciare un appello...”

Prego.

“Mi rivolgo ai nostri anziani. Li prego di attenersi alle direttive cantonali. Rappresentano la memoria storica di questo Cantone, un patrimonio inestimabile. Per ripartire avremo tutti bisogno anche di loro ed è per quello che devono essere salvaguardati. Evidentemente questo messaggio vale anche per tutti gli altri nostri concittadini."

A proposito di ripartenze: cosa succederà con i campionati?

“A mio avviso non si giocherà più. Ne sono convinto adesso, come lo ero già alcune settimane fa. Ho la sensazione che sui campi ci rivedremo solo a luglio.”

Questa lettura, questo presentimento, ha giocato un ruolo nella vostra decisione di non richiedere la licenza per giocare in Challenge League?

“Quando dovevamo decidere se depositare il dossier per la licenza avevamo percepito che la situazione sarebbe potuta precipitare e ben difficilmente ci sarebbe stato il tempo ma soprattutto la giusta serenità per poter presentare un lavoro ben fatto che, ricordiamo, comportava anche dei costi. Con il senno di poi, purtroppo, abbiamo avuto ragione. Non è un caso che la SFL abbia deciso di sospendere la procedura per l'ottenimento della licenza (leggi il nostro articolo). Quando guidi una società devi essere in grado di fare due cose: anticipare i tempi ed essere sempre pronto anche al peggio.”

Il peggio quando la crisi sarà passata, per alcuni club, potrebbe significare fallimento. Il Bellinzona rientra fra questi?

“No, noi non falliremo. Oggi sono ancora più orgoglioso del fatto che non abbiamo mai compiuto il passo più lungo della gamba. Abbiamo sempre mantenuto un controllo rigoroso sulle finanze. Per altre realtà so che non è così.
Certo, anche per noi sarà una bella botta. Avremo bisogno della vicinanza di tutti i nostri amici e sostenitori. La prossima stagione rappresenta un'incognita di grandi dimensioni.
Per i prossimi mesi anche per noi una bella boccata d'ossigeno arriverà dall'indennità per lavoro ridotto. In rosa abbiamo dei professionisti, altri invece sono dei semi professionisti. Sia gli uni che gli altri hanno diritto a questa prestazione.”

In chiusura, un aspetto prettamente sportivo. Il caos generato dalla pandemia ha bloccato la riforma dei campionati che, la prossima stagione, con l'allargamento della Super League, a cascata, avrebbe semplificato anche il ritorno dell'ACB in Challenge League.

“Sportivamente parlando è un peccato ma lasciatemelo dire. Adesso non mi interessa: l'unica cosa che conta è la salute delle persone e che tutti assieme riusciremo ad uscire vincitori da questa situazione."

TgSport | 24 mar 2020 06:00

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