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Ticino Rockets, il Lugano fa un passo indietro

La società bianconera criticata la mancata collaborazione dell'HCAP e si appresta a lasciare il CdA

L'HCL rivede la sua strategia del suo settore giovanile per quanto riguarda il progetto dei Ticino Rockets a causa dell'attuale gestione del farm-team. Dopo attenta analisi, il CdA ha deciso che il Lugano svolgerà il ruolo di azionista di minoranza, analogamente all'HC Davos, a partire dalla prossima stagione. Metterà inoltre a disposizione quattro giocatori (prospects) e uno straniero solo a determinate condizioni, ovvero che "vi sia un budget chiaro e plausibile e che le possibilità di allenarsi e competere per i suoi prospects siano tali da garantire la loro crescita sportiva" specifica il club bianconero in una nota. 

Il motivo è in particolare legato alla mancata collaborazione dell'Ambrì. "Il progetto Ticino Rockets, promosso dall’Associazione Hockey Club Biasca e a cui hanno aderito HCL, HCAP e GDT, è stato caratterizzato dalla sua nascita dalla volontà comune di far crescere i giovani giocatori ticinesi in un farm-team di Swiss League" ricorda il club bianconero. "Dopo le prime tre stagioni, alla scadenza dei contratti parasociali, gli azionisti erano giunti la scorsa primavera ad un accordo provvisorio per un’ulteriore stagione, ripromettendosi di affrontare le questioni aperte entro il 31 dicembre 2019. Nel quadro dell’accordo l’HCL, nonostante la sua posizione di azionista di minoranza (15%), si era impegnato a coprire l’eventuale perdita d’esercizio della società in modo paritario all’HCAP: coerentemente con questo impegno, l’HCL si attendeva una gestione paritaria del farm-team che permettesse in modo particolare di curare e tutelare la crescita sportiva dei propri giocatori scelti per giocare con i Ticino Rockets. Di fronte ad una serie di proposte sugli sviluppi futuri formulate dall’HCL già nel mese di novembre, l’HCAP ha comunicato nelle scorse settimane di non ravvisare alcuna necessità di cambiamento rispetto alla gestione attuale, confermando così la volontà di arrogarsi un ruolo di controllo sul farm-team che ne snatura l’identità".

Un attitudine che il CdA bianconero "non può tollerare" e che "non è in linea con i principi all'origine del progetto di un farm-team condiviso e che rinvia alle calende greche ogni tentativo di riforma e pianificazione gestionale e sportiva". Il CdA dell'HCL chiederà quindi al proprio rappresentante nel CdA dell’Hockey Club Biasca SA di rassegnare le dimissioni.

 

ls | 19 feb 2020 12:20

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