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VAR... fobia: il gesto di Bakayoko e Kessie davanti al Giudice Sportivo

I due milanisti hanno esibito ironicamente la maglia del laziale Acerbi sotto la curva rossonera al termine della sfida di San Siro

Il gesto di scherno rivolto dai milanisti Bakayoko e Kessie al laziale Acerbi al termine dell’importante sfida di ieri sera tra rossoneri e biancocelesti finirà al giudice sportivo. Il capo della Procura federale della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) Giuseppe Pecoraro ha infatti deciso di inviare le immagini dell’esposizione dei due giocatori milanisti della maglia di Acerbi sotto la curva rossonera di San Siro.

Brandendo assieme la maglia di Acerbi, i due giocatori del Milan hanno voluto rispondere al giocatore, che nei giorni scorso aveva affermato: "A singoli non c'è paragone con il Milan: meglio la Lazio". La replica dei due rossoneri sui social era stata: “"Ok, ci vedremo in campo".

Poi, come riferito dal portale di Sport Mediaset, dopo la delusione espressa da Acerbi, Bakayoko e Kessie si erano scusati sempre via social, mentre Gattuso, nel corso di una conferenza stampa aveva ribadito il concetto.

Dopodiche, il caso ha sfiorato addirittura il governo e ora questo strascico che potrebbe portare a una squalifica dei giocatori ma anche a una semplice multa.

Come chiarisce l'articolo 35 del Codice di Giustizia Sportiva, infatti, la punizione attraverso le immagini video può essere inflitta soltanto in presenza di condotte violente (non è questo il caso), per bestemmie o blasfemia, oppure per comportamenti gravemente antisportivi.

In particolare costituiscono condotte gravemente antisportive:

1) la evidente simulazione da cui scaturisce l’assegnazione del calcio di rigore a favore della squadra del calciatore che ha simulato;

2) la evidente simulazione che determina l'espulsione diretta del calciatore avversario;

3) la realizzazione di una rete colpendo volontariamente il pallone con la mano;

4) l’impedire la realizzazione di una rete, colpendo volontariamente il pallone con la mano.

Tutti casi, che nell'epoca del Var appaiono impossibili. Di conseguenza, la squalifica dei due centrocampisti rossoneri sembra quantomeno improbabile, a meno che non si decide di forzare il concetto di condotta violenta ampliandolo e includendo anche la violenza morale (sentenza assolutamente inedita). A meno di un eventuale rapporto di un ispettore della Procura che si fosse trovato a bordocampo in quel momento e avesse assistito alla scena. Ma anche in questo caso una semplice ammenda sembra l'ipotesi più plausibile.

 

Redazione | 14 apr 2019 20:00

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