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"L'Ambrì ha la sfortuna di giocare contro il portiere più forte del campionato"

Alle ticinesi servirà il miracolo in gara-4. Per l'ex biancoblu Claudio Isabella chi può farcela è la sua ex squadra...

Adesso per le due ticinesi si fa dura: Lugano e Ambrì sono infatti state sconfitte in gara-3 dei playoff, vedendo allontanarsi il passaggio alle semifinali. Da un alto i biancoblu possono comunque dirsi soddisfatti per un’ottima stagione, ma in Riva al Ceresio le aspettative erano ben altre…

Ticinonews ne ha parlato con un ex biancoblu che ha appeso i pattini al chiodo per buttarsi in politica. Claudio Isabella ha infatti militato nelle fila dell’HCAP nella stagione 2008/2009, prima di passare al Basilea, al Chiasso e al Biasca. “Sul 3-0 la situazione è abbastanza critica per entrambe: serve un miracolo per cambiare la situazione e le statistiche non sono favorevoli alle due ticinesi. Sono pochissime le squadre che sono state capaci di ribaltare un 3-0 nella serie. Dispiace perché a parte gara-2 del Lugano tutte le altre partite sono state molto tirate”, ha esordito.

Molto importante sarà anche il fattore psicologico: da un lato l’Ambrì ha creato molto ma ha sbattuto su un Jonas Hiller monumentale, dall’altro il Lugano, reduce da un 1-5 in casa, è riuscito a segnare 4 reti in trasferta allo Zugo ma ha perso comunque…
“L’Ambrì pur giocando molto bene ha avuto la sfortuna di giocare contro il portiere più forte del campionato. A portieri invertiti i biancoblu sarebbero stati in vantaggio e infatti li vedo meglio per un ipotetico miracolo. Il Lugano gioca contro una squadra molto solida è non più quello dell’anno scorso. Segnare 4 gol in trasferta e non vincere ti fa capire che non basta fare gol ma bisogna essere compatti sia offensivamente e difensivamente”.

I bianconeri devono riscoprirsi un po’ più ‘operai’?
“Assolutamente sì. Nell’ultimo derby si è vista la differenza: l’Ambrì ha giocato compatto mentre nel Lugano qualche singolo come Chiesa, Sannitz e Hofmann ha dato il massimo a fronte di compagni decisamente più assenti…”

L’Ambrì rispecchia la mentalità di coach Luca Cereda e del ds Paolo Duca, che tu hai avuto modo di conoscere…
“Si ho giocato con Duca mentre Cereda è stato assistant coach della prima squadra quando giocavo negli Juniori. Luca aveva un pensiero hockeystico fuori dal comune e di Paolo ricordo il suo carisma pauroso”.

La prossima stagione entrambe le ticinesi perderanno i loro giocatori più forti: Kubalik e Hofmann. Quanto pesa in spogliatoio un addio così importante, annunciato già a stagione in corso?
“Entrambi sono due fenomeni. Da una parte si cerca di sfruttare al massimo la loro presenza su ghiaccio ma dall’altro la loro futura assenza inizia già a pensare. Tocca agli altri compagni assumersi qualche responsabilità in più ma non tutti sono in rado di farlo visto che come detto parliamo due autentici fenomeni”.

La dirigenza biancoblu ha già annunciato rinnovi importanti (Daniel Manzato , Jiri Novotny, Isacco Dotti, Marco Müller e Dominic Zwerger) mentre in casa Lugano si è corsi ai ripari con Reto Suri e Dominic Lammer (provenienti proprio dallo Zugo)…
“Ad Ambrì si vedono una strategia e un progetto a lungo termine. Luca manda i giocatori sul ghiaccio chiedendo loro molta intensità e tutta la squadra è migliorata tantissimo. A Lugano, forse, manca una progettazione lungo termine. Per quel che riguarda il portiere si sono trovati impreparati pur sapendo con ampio anticipo dell’addio di Elvis Merzlikins. Magari il loro ds tirerà fuori qualche coniglio dal cilindro… Altro punto dolente, la gestione di Linus Klasen: è un talento che va messo in condizioni di esprimersi insieme a gente tecnica. Ad esempio in una linea d’attacco con Hofmann e Lajunen o Sannitz”.

Tu hai giocato anche nel Biasca prima che diventasse Ticino Rockets. L’anno prossimo scadrà il blocco ala retrocessione e il rischio è che il progetto che ha preparato al grande salto in NL A molti giocatori, soprattutto biancoblu, possa naufragare…
“Mi auguro che il progetto possa continuare. Valuterei l’acquisto di un paio di stranieri in grado di fare la differenza in un gruppo che si è sempre impegnato molto, ma che forse non ha avuto a disposizione quei giocatori in grado di cambiare il volto di una squadra”.

Redazione | 15 mar 2019 12:05

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