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"Sono pronto a tornare in panchina. Sion? Mi lusingherebbe"

Pierluigi Tami, accostato negli ultimi giorni ai vallesani complici i risultati negativi del club di Constantin, nega però di essere stato contattato.

Negli ultimi giorni, complici i risultati negativi ottenuti dal Sion, il nome del tecnico ticinese Pierluigi Tami è stato accostato più volte alla compagine vallesana, con la panchina di Maurizio Jacobacci che si è fatta sempre più traballante. Fermo dalla scorsa primavera, quando era stato esonerato dal ruolo di allenatore del FC Lugano – e poi sostituito da Guillermo Abascal – Pierluigi Tami si dice pronto a tornare in sella, ma nega di avere avuto contatti con il club di Christian Constantin: “Tutti ne parlano, ma io non ne so niente e di recente non ho sentito nessun rappresentante della società vallesana. Se dovesse esserci un interessamento ne sarei lusingato e mi siederei a un tavolo per discuterne, perché sono uno a cui piace sempre capire che genere di intenzioni ci sono dietro a una proposta”. Tami sarebbe comunque pronto a tornare in sella: “Ora sono pronto. Era mio desiderio fermarmi un attimo dopo l’esperienza a Cornaredo, ma ora se dovesse giungermi un’offerta per una panchina interessante potrei anche rimettermi in gioco. Non ho comunque particolare fretta”.

E a proposito di Lugano, il tecnico ticinese si è espresso in maniera positiva su quanto fatto fin qui dai bianconeri: “Potrei ripetere quello che ho detto prima dell’inizio del campionato, ovvero che vedo una sola squadra forte – lo Young Boys – e una grande possibilità per tutte le altre di attaccare il secondo posto, che a mio parere non è più di assoluto predominio del Basilea. Allo stesso modo, credo che ci sarà una grande lotta anche in zona retrocessione. Il Lugano ha raccolto punti per strada e credo che il tifoso possa essere soddisfatto di quanto fatto fin qui dalla squadra. Penso però che sia prematuro sbilanciarsi in previsioni su ciò che potrebbe fare in futuro, perché bisogna vedere come evolverà la situazione. Se i bianconeri riusciranno a dare continuità a quanto mostrato a sprazzi, allora si potrà davvero sognare, altrimenti sarà ancora sofferenza”.

Tami ha poi detto la sua anche sul Chiasso: “Penso che i rossoblù abbiano fatto un’ottima scelta puntando su Mangiarratti, che sta facendo bene con una squadra molto rinnovata. Sono contento che stiano iniziando ad arrivare anche i primi punti, perché senza quelli si mette sempre un po’ tutto in discussione. Che conta però è la continuità e la crescita che si vede in una squadra e dunque spero che si possano fare ulteriori passi avanti. Alessandro lo conosco comunque molto bene ed è un tecnico preparato che lavora con metodo, ho grande fiducia in lui”.

L’ex tecnico dei bianconeri ha infine speso anche qualche parola sulla nazionale di Vladimir Petkovic, reduce da una roboante vittoria contro l’Islanda e una sconfitta di misura contro l’Inghilterra: “Dopo il Mondiale si è parlato molto di cose extra calcistiche e l’analisi tecnica è passata in secondo piano, ma a mio avviso la nazionale non aveva espresso il suo miglior calcio. Invece, in queste due partite, si è visto un deciso passo avanti. Il match contro l’Islanda ci ha restituito una Svizzera in grande spolvero e l’amichevole contro l’Inghilterra, dove Petkovic ha sperimentato qualche alternativa, ha fornito risposte interessanti”. Tami giudica come positivo anche l’innesto dei nuovi elementi scelti dal CT elvetico: “Non c’è stata una rivoluzione totale, ma contro l’Islanda i nuovi arrivati hanno fatto bene e hanno dato risposte positive. Ci vorrà comunque ancora un po’ di pazienza per integrarli al meglio nel gruppo rossocrociato e vedere che contributo potranno dare anche in futuro”. La Nations League rappresenta una competizione ideale da questo punto di vista: “Deve essere presa con il giusto spirito e le giuste valutazioni. In Italia ad esempio sono già esplose le polemiche per i risultati raccolti fin qui dagli Azzurri, che potrebbero portarli alla retrocessione dal gruppo A al gruppo B, ma è normale che in gironi così competitivi il rischio sia alto da questo punto di vista. Resta però il fatto che prima della Nations League le alternative non erano particolarmente esaltanti, mentre qui perlomeno si affrontano squadre che hanno più o meno lo stesso livello. Poi è vero che se si vive un periodo negativo si rischia di retrocedere, ma fa parte del gioco e credo che nel corso degli anni, sotto questo punto di vista, si troverà una certa stabilità”.

Sere

Sere | 13 set 2018 19:50

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