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Bentancur: "Datemi tempo e fiducia"

Il nuovo azionista del Lugano fa chiarezza e risponde alle critiche

Il suo arrivo nel FC Lugano ha fatto discutere. Un articolo del giornale italiano L'Espresso negli scorsi giorni aveva scatenato lo scetticismo dell'ambiente bianconero.

Il solito uomo d'affari che non vuole fare gli interessi del club, il solito personaggio venuto qui soltanto per i suoi (sporchi) affari.

Critiche durissime e forti sospetti che si sono abbattuti su Pablo Bentancur, manager uruguaiano di fama mondiale, che rilevando la quota detenuta da Enrico Preziosi é da poco entrato in possesso del 40% del club bianconero.

Perché tutto questo pessimismo, perché questi durissimi attacchi? Cosa c'é di vero e soprattutto, che intenzioni ha Pablo Bentancur con il Lugano?

Lo abbiamo chiesto direttamente a lui.

"Dico subito che io sono uno poco abituato a parlare e che alle parole preferisco i fatti. Certo che dopo quello che ho letto sul mio conto ci tenevo a fare una dichiarazione e spiegare come stanno le cose. Io faccio questo mestiere da 20 anni e da 15 lavoro con l'Italia. Ho portato grandi campioni come Cavani, Ramirez, Gargano, Nico Lopez e tanti altri, senza mai avere nessun tipo di problema. Dopo che ho rilevato il 40% del Lugano si è scatenato il putiferio e davvero la cosa non si spiega. Il nostro avvocato ha giá iniziato un'azione legale contro il giornale in questione poichè troviamo questi attacchi ingiustificati".

L'Espresso scrive che una delle nuove frontiere per produrre denaro è acquistare società calcistiche all’estero in modo da creare un portafoglio buono a riciclare i fondi sporchi. Funziona davvero cosí?

"Io ho sempre lavorato in modo pulito. Detenere il cartellino di un giocatore in Svizzera non è reato. Guardate cos'é successo con Rafael del Lugano che é appena stato ceduto: una parte del giocatore era del Lugano, il resto di due privati. Io ho una ditta in Svizzera, regolarmente registrata e non si tratta di una societá fantasma. Dopo l'articolo in questione mi ha chiamato anche il direttore sportivo della Roma Sabatini dicendosi sorpreso che fossi descritto come un guru del calcio mondiale. Io lavoro con loro da tanti anni e sanno che tipo di persona sono".

Come si guadagnano da vivere i manager?

"Io ho sempre ricevuto le commissioni dalle squadre uruguaiane che vendevano i calciatori. Ha sempre funzionato cosí. L'unico giocatore di cui detengo una piccola percentuale è Nico Lopez, ora alla Roma, con gli altri non era mai capitato. Ma é tutto regolare e nero su bianco, non ho nulla da nascondere".

Dunque si tratta di un accanimento nei suoi confronti?

"Non si spiega in altro modo. Perché 20 giorni fa non si è parlato del passaggio di Iturbe dal Verona alla Roma per circa 30 milioni? Eppure il suo manager Mascardi ha preso ovviamente una percentuale. Ma di lui non si parla".

In Ticino peró ci si chiede perché Bentancur ha deciso di entrare nel Lugano.

"É una mia sfida personale. Finora nel calcio ho quasi sempre raggiunto gli obiettivi che mi ero prefissato. Ora il mio grande desiderio è quello di vedere il Lugano in Super League. Voglio portare giocatori importanti che possano dare visibilitá a questa squadra. Il tutto peró dentro un contesto di equilibrio salariale e di un budget sostenibile".

Renzetti ha detto che lui non c'entrava nulla con il suo ingresso in societá: parole che hanno stupito un po'.

"Renzetti lo conoscete voi meglio di me, é un presidente spontaneo, un po' vulcanico e ha fatto questa dichiarazione. Non voglio commentarla né tantomeno fare polemiche. La nostra forza dev'essere l'unione. So che Renzetti ha investito tanto nel Lugano senza forse ottenere quei risultati sperati e adesso aveva forse bisogno di una mano. Io sono qui per dargliela e assieme ottenere grandi risultati".

Lei detiene il 40% delle azioni del club, il resto ce l'ha in mano Renzetti. Le basta?

"Ma certo, non sono qui per diventare né il presidente né per mettermi in mostra. Non l'ho mai fatto e non ne ho bisogno. La vita a volte è strana e non si sa mai cosa puó succedere in futuro. Mai avrei pensato di entrare nel CdA del Lugano eppure eccomi qua".

Dunque tra lei e Renzetti esiste una buona intesa?

"Direi proprio di sí. Ieri eravamo nel suo ufficio per parlare con Padalino. Abbiamo trovato un accordo con un giocatore importante che voglio ringraziare per aver firmato (per due stagioni, ndr) piú con il cuore che con la testa. Ha capito il nostro progetto e ci ha dato fiducia".

Lei era stato anche a Biasca vero?

"È stata una breve esperienza di qualche anno fa ma non ero direttamente coinvolto. Ho cercato di dare una mano al presidente del Biasca ma non sono mai andato a vedere nemmeno una partita. Ne sono uscito quasi subito. Qui a Lugano invece é un'esperienza vera, tutta un'altra cosa".

Lugano puó davvero diventare una piazza importante?

"Secondo me sí. É una cittá importante con una grande storia calcistica. Io sto conoscendo lentamente l'ambiente e mi sto adattando. Con il tempo potró essere piú preciso ma come ho detto io voglio andare in Super League".

Di Bordoli cosa pensa?

"Sa chi puó giudicare gli allenatori meglio di tutti? Sono i giocatori. E io dai giocatori che conosco ho sentito parlare solo benissimo di Bordoli. Si é visto anche ieri sera come esista un gran spirito di gruppo e tutto il suo team con Gianluca Dormiente come spalla, lavora benissimo. Oltretutto é un allenatore che non chiede la luna alla societá e lavora con il materiale che gli viene messo a disposizione".

Lei ha giá portato quattro giocatori: ne arriveranno altri?

"Io dico soltanto che il mercato del Lugano non é ancora chiuso. Anzi, vi dico che il presidente del Lugano tra qualche giorno comunicherá un acquisto importante. Vogliamo potenziare ancora questa squadra che comunque mi sembra giá molto competitiva".

Cosa chiede Bentancur alla piazza?

"Niente di particolare, soltanto di darmi un po' di tempo e fiducia. So che la gente capisce di calcio a Lugano, non é stupida e saprá capire se un giocatore che viene qui ha voglia di sudare e lottare per questa maglia oppure no. Io voglio meritarmi la stima della piazza e con il lavoro serio e i risultati sono sicuro che ci riusciró."

Sará la sua piccola rivincita?

"In fondo un po' sí...".

 

Luca Sciarini

Redazione | 15 ago 2014 14:17

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