Martino Marconi - Non svendiamo la svizzera all’UE
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Mi è finito sottomano l’altro giorno un articolo di Le Matin Dimanche, riportato poi anche dai portali d’informazione ticinesi, nel quale il presidente nazionale dei Verdi svizzeri, Balthasar Glättli, ha confermato un’indiscrezione giornalistica che indicava come gli ecologisti siano in procinto di lanciare un’iniziativa popolare in collaborazione con il movimento europeista Opération Libero. Il testo definitivo deve ancora essere presentato, ma la testata romanda, che ha potuto visionarne una bozza, riporta come le intenzioni sarebbero quelle di spingere il Consiglio Federale a nuovi accordi con l’Unione Europea, definiti dalla presidente di Opération Libero, Sanjia Ameti, “una sorta di bilaterali III”, auspicando finanche l’adesione della Svizzera all’UE.

La Gioventù Comunista, movimento cui sono membro di Coordinamento, è da sempre apertamente contro l’Unione Europea, che nei decenni passati si è dimostrata un cagnolino al guinzaglio dell’imperialismo statunitense in politica estera e distruttrice dei diritti sociali negli affari interni, pertanto non posso che essere contrario a qualsiasi tentativo di svendere la sovranità (politica e monetaria) e neutralità svizzere. Piuttosto che negoziare nuovi accordi bilaterali dal nostro punto di vista è necessario rinegoziare quelli in vigore, responsabili delle privatizzazioni dei servizi pubblici e del dumping salariale; insomma: non è seguendo l’Unione Europea che risolveremo i problemi che essa stessa crea! Per questo motivo il Partito Comunista e la Gioventù Comunista negli scorsi anni hanno sempre ribadito l’importanza di restare sovrani di fronte all’Unione Europea e di diversificare i partner internazionali con accordi di tipo win-win con i paesi emergenti.

Non stupisce la posizione sull’UE dei Verdi svizzeri, che, esaurito il tempo degli slogan dello sciopero per il clima, hanno intrapreso la via di un ecologismo liberale basato anche su progetti antisociali, ultimo in ordine di tempo la legge sul CO2. Siamo tuttavia perplessi poiché il programma della lista “Verdi e Sinistra alternativa” (che constava anche di Partito Comunista e Forum Alternativo), recita “No a questa Unione Europea. [...] opposizione a qualsiasi forma di integrazione a questa Unione Europea neoliberale”. Auspichiamo quindi che la consigliera nazionale Greta Gysin rimanga coerente col programma concordato con le forze politiche che hanno concorso alla sua elezione anche se il suo partito nazionale compie oggi scelte diverse.

Martino Marconi, membro di Coordinamento della Gioventù Comunista

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