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Daniele Caverzasio - Lettera al signor Hess

Egregio signor Hess,

Forse non sa ma in Ticino stiamo affrontando un’emergenza mai vista.

Forse non sa ma nel nostro Cantone ci sono tanti malati e purtroppo molti hanno perso i propri genitori, i propri nonni, i propri amici.

Forse non sa che abbiamo già dato abbastanza al Paese. Abbiamo già svolto il ruolo delle cavie o dei pionieri, come ci ha chiamato Berset durante la sua ultima visita a Bellinzona.

Per questo mi permetto di dirle che le sue dichiarazioni sono uno “schiaffo in faccia” a tutti noi e soprattutto agli operatori sanitari che sono impegnati nel loro lavoro con le difficoltà e i grandi sforzi che tutto il mondo gli riconosce.

Sono donne e uomini che stremati vediamo anche piangere e il Ticino si commuove e si unisce di fronte a questi “eroi silenziosi”.

Sono feriti anche nell’anima ma non mollano perché sanno che i loro pazienti e le famiglie lo sono ancora di più.

Con il nostro “fermarci” li aiutiamo in questa lotta e con i nostri applausi li ringraziamo.

Se lei invece vuole continuare ad anteporre l’economia alla salute dei cittadini faccia pure, ma non lo chieda ai Ticinesi.

Ci rispetti, e rispetti chi affronta la malattia con dignità e fermezza, rispetti chi ha scelto di fermarsi, anzi magari si fermi anche lei e pianga i nostri morti.

Le assicuro signor Hess che noi lotteremo e ci rialzeremo con la consapevolezza di essere un popolo unito nella difficoltà e con l’orgoglio di non aver ceduto a pressioni economiche come la sua.

Insieme (non a lei) ce la faremo !

Daniele Caverzasio

Ospiti Blog | 23 mar 2020 09:42

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