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Gilles Renaud - Quale futuro per Lugano/Agno, allarghiamo la prospettiva!

Negli ultimi mesi, specie dopo il risicato successo dei referendum contro i due finanziamenti pubblici del Cantone e della città di Lugano per il riposizionamento dell'aeroporto di Lugano, il dibattito sul futuro dell'aeroporto di Lugano-Agno si è acceso. Da più parti se ne son lette di tutti i colori. In queste settimane di carnevali impazzanti in tutto il Cantone ciò non sorprende, se non per la caratura di certi personaggi. In Ticino si continua a dar spazio a queste fake news.
L'aspetto che mi ha sbalordito è la totale mancanza di una visione d'assieme. Se mi limito al dibattito politico, per quanto ha riportato la stampa, ci si sta concentrando sui posti di lavoro della Lugano Airport SA e solo su quella si cerca una soluzione, come se tutto si limiti ad un programma occupazionale dei settanta collaboratori dell'aeroporto. Invero qualcuno allarga il tema, ma sempre restando in un'ottica sindacale, ai cento posti di lavoro delle aziende private basate all'aeroporto. Pochi, infine, indicano specifiche tematiche come il collegamento di linea del Ticino con la Romandia e con Zurigo. Per quest'ultimo solo ora ci si straccia le vesti perchè di punto in bianco la SWISS ha abbandonato il volo di linea. Ma l'apertura della prima fase di Alp Transit era nota da almeno vent'anni, visto che in Svizzera i cantieri che si iniziano di solito si concludono !
Da non nativo ticinese mi spiace vedere che non si abbandona la linea di cercare i colpevoli e trovarli sempre all'esterno. Si va dalle regole sul cabotaggio, che fanno parte da decenni dell'ABC di buon operatore economico di questo settore, alla sciagurata SWISS che ha osato abbandonare il collegamento su Zurigo assicurato per quarant'anni, ai Comuni che non hanno dato spazio per allungare la pista. Ma oggi siamo a zero voli di linea e la Lugano Airport SA fallita.


Si deve essere consapevoli che il settore degli aeroporti regionali, nel mercato della mobilità delle persone, è cambiato. Bisogna partire dall'assunto che l'aeroporto di Lugano fa parte delle infrastrutture base del nostro Cantone e che in quanto tale la sua funzione pubblica è quella di di garantire, come lo ha fatto per un quarantennio con i voli di linea e prima ancora con i voli business, i collegamenti aerei verso le princiali capitali politiche ed economiche svizzere ed europee. E questo preciso ruolo dell'aeroporto è ancorata nella “carta magna” della gestione territoriale del Ticino : il Piano direttore cantonale ! Cioè proprio lo strumento che specie i referendisti richiamano quando si tratta di perseguire altri obiettivi politici. Questo loro strabismo non li onora.

In altre Regioni svizzere ed europee, specie se non posizionate sugli assi europei di mobilità ferroviaria o autostradale, per realizzare o anche solo mantenere un aeroprto regionale si stanno muovendo sia le Autorità politiche che il mondo economico. Nel Canton Berna, per l'aeroporto di Berna-Belp, in Vallese, per l'aeroporto di Sion, nei Grigioni, per l'aeroporto di Samaden, nel nord-est della Svizzera, per l'aeroporto di San Gallo Altenrhein ci sta impegnado in questa direzione. Per Lugano-Agno questa valenza dell'aeroporto non è nemmeno considerata.
Da parte del comitato che sta organizzando la difesa di quello che può essere definito come “patrimonio cantonale” si dovrebbe cercare di elevare il dibattito a questo quesito. Il fatto che poi la gestione debba essere in parte o tutta privatizzata, che si dovrà allungare la pista e si metta in esercizio il moderno sistema satellitare per l'avvicinamento, che ci si deve riorganizare nel continuare ad assicurare l'aggancio del Ticino nella rete dei collegamenti aerei senza i voli di linea è importante, ma non centrale nelle due votazioni del 26 aprile. Il fatto che gli altri aeroporti regionali svizzeri hanno fatto passi concreti su questi aspetti tecnici è la dimostrazione che anche in Ticino lo si può fare. Caso mai, concedetemelo, ci si deve chiedere perchè a Lugano questi “compiti a casa” finora non son stati fatti.

Per quanto possa contare la mia opinone di piccolo imprenditore ticinese credo che la conclusione sulle due votazioni del 26 aprile sia una sola: i due finanziamenti pubblici per il futuro dell'aeroporto di Lugano-Agno vanno confermati senza “se” e senza “ma”.
Gilles Renaud, imprenditore e municipale PPD di Cadenazzo

Ospiti Blog | 25 feb 2020 09:07

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