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Stefano Dias - La biodiversità nel tessuto urbano

Se leggiamo la Strategia Biodiversità Svizzera (UFAM, 2012), uno degli obiettivi indicava: entro il 2020, lo spazio urbano contribuisce al collegamento degli habitat grazie alla promozione della diversità biologica negli spazi insediativi, le specie tipiche di questi spazi sono preservate e la popolazione ha la possibilità di vivere a contatto con la natura nel contesto abitativo e nelle zone ricreative.

Dal punto di vista territoriale Lugano è la città svizzera con la maggior percentuale di spazi verdi e boschi, che ricoprono quasi il 70% del suo territorio. Inoltre, la presenza del lago Ceresio e del fiume Cassarate contribuiscono a modellare e ad arricchire dal punto di vista naturalistico il nostro paesaggio urbano. In alcuni quartieri ci sono delle difficoltà a stare a contatto con la natura, ci ritroviamo con troppo cemento e gli spazi verdi scarseggiano, per questo motivo possiamo fare di più.
Il polmone della città, rappresentato dal Parco Ciani (63.000 m2), che grazie al progetto di Sophie Agata Ambroise e il rifacimento della foce del Cassarate, ha consegnato ai cittadini uno spazio immerso nella natura e a contatto con il lago. Analizzando le linee di sviluppo 2018-2028 per la città, il Municipio ha proposto di aumentare le superfici verdi, realizzando entro il 2024, ulteriori 25.000 m2 di parchi. Questo obiettivo sarà raggiunto con il progetto di riqualifica del Parco Viarno a Pregassona, ma purtroppo non basta.
La riqualifica di Via della Posta e Contrada di Verla, secondo me è stata un’occasione persa. L’obiettivo principale deve essere il miglioramento della qualità di vita, e quelle aree liberate precedentemente occupate dalle automobili potrebbero essere utilizzate dal comune, dalle associazioni, dalle imprese e dagli abitanti per attività culturali, arte, mobilità. Ma a guardare bene in quella zona manca del verde, mancano delle panchine e spazi dove le persone possono rilassarsi e godersi quegli spazi privi di auto. È stata fatta una riqualifica utilizzando materiale pregiato, ma poco verde.
A Lugano dobbiamo fare di più anche sulle coperture verdi. Dei tetti verdi si parla ormai da molti anni, per esempio a Chicago, se ne parla dagli anni ’80 e la città è stata il precursore. Altre città come per esempio Toronto hanno una legge che impone alle nuove costruzioni residenziali di avere il 50% del tetto ricoperto da verde. In Germania circa il 10% delle abitazioni ha del verde sul tetto e anche Parigi è all’avanguardia. C’è un beneficio indiscutibile per le città portato dalle coperture verdi. Anche sotto il profilo della biodiversità e al miglioramento del microclima urbano complessivo. Per ricreare i corridoi ecologici che la cementificazione del passato ha cancellato, i tetti verdi sono un tassello importante.
Infine, un’iniziativa che mi piacerebbe portare avanti in futuro, è quella di permettere alle persone che vagano per le strade di raccogliere la frutta dagli alberi. Si, avete letto bene. A Copenaghen, recentemente è stato votato di piantare alberi di frutto per la comunità. Possiamo benissimo pensare di piantare anche noi a Lugano una deliziosa varietà di alberi, tra cui meli e cespugli di more, in aree pubbliche come parchi o campi da gioco. Con questa iniziativa possiamo permettere di riconnettere le persone con la vegetazione e la flora locale. Specialmente l’attuale generazione ha perso la connessione con piante e cibo, questa iniziativa potrebbe permettere di imparare di più sulla frutta di stagione, permettendo al contempo di usufruire di cibo fresco e a chilometro zero.

Stefano Dias
Partito Verdi Liberali
Candidato al Municipio e Consiglio Comunale di Lugano

Ospiti Blog | 21 feb 2020 17:04

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