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Michela Pfyffer - Il clima ha bisogno della nostra attenzione

Ascoltiamo i giovani
Ho avuto nelle scorse settimane l’occasione di esprimermi sull’assoluta necessità, da parte del mondo della politica, di ascoltare i nostri giovani, di qualunque età e provenienza. Nello stesso periodo, Greta Thunberg, la ragazza svedese di 16 anni che oggi tutti conosciamo, dava alla sua iniziativa individuale una risonanza mediatica internazionale. Una risonanza tale da toccare i giovani delle nostre scuole e dei nostri licei Ticinesi, al punto da coinvolgerli nella manifestazione mondiale odierna per il clima, assieme a più di 10'000 altri ragazzi di tutto il Paese.

Il problema del riscaldamento climatico è una realtà, la sceltà di Bellinzona e del palazzo delle Orsoline per la manifestazione di oggi non una casualità: un appello alla politica, affinchè ascolti, prenda coscienza e agisca.

Riconoscere la realtà del problema
Prima di tutto dobbiamo riconoscere e accettare senza riserve la realtà del problema. I dati sono chiari, le cause altrettanto e le conseguenze, almeno in parte, sono già evidenti.

L’aumento, causato dall’attività umana, dei gas a effetto serra nell’atmosfera e principalmente dal CO2, ha provocato un riscaldamento globale superiore di 1°C rispetto al periodo pre-industriale. Un grado di differenza che, seppur apparentemente può sembrare poco, ha già un impatto enorme: si pensi ai nostri ghiacciai e alle nostre stazioni sciistiche. Un grado di differenza che provoca lo scioglimento dei ghiacci nei poli, la moltiplicazione di episodi climatici catastrofici e progressivamente il rialzo del livello dei mari, con la scomparsa di territori interi.

Obiettivi e soluzioni esistono e sono chiari
A problema conosciuto, si lavora su delle possibili soluzioni: questo è stato il ruolo della conferenza di Parigi sul clima del 2015. L’obiettivo è ormai chiaro per tutti : dobbiamo riuscire a ridurre le emissioni di gas a effetto serra, quindi principalmente di CO2, per evitare che, attorno agli anni 2050, quando i ragazzi che oggi hanno manifestato avranno all’incirca 45/50 anni, il riscaldamento globale superi i 2°C …

Attivarsi per trovare una soluzione è un compito che grava sulla collettività intera, ma che inesorabilmente non può prescindere dall’impegno individuale e dalla responsabilità di ognuno.

Se ognuno di noi, ovvunque sulla terra, facesse un minimo sforzo, nel suo modo di produrre e nel suo modo di consumare - beni o energia - credo che si potrebbe almeno contenere il problema. Ma allora quale dovrebbe essere il ruolo della politica? Eco-tasse, divieti, misure coercitive non sono per me e per le mie idee liberali le soluzioni migliori, anche se in certi casi si rendono necessarie.

Penso piuttosto a misure incentivanti che hanno già data dimostrazioni di efficacia, ad esempio nel mercato automobilistico.

Prendere coscienza e attivarsi
Credo nella responsabilità della politica verso i cittadini. Per questo sono convinta che i politici debbano dimostare di avere preso coscienza di questo problema e del rischio non più tanto nascosto che vi sta dietro. Debbano affrontare la situazione con chiarezza e determinazione, probabilmente non per arrivare in tempi brevi ad una soluzione, ma per dimostrare di essere al servizio dell’interesse collettivo.

E’ a questo che mi sento chiamata da Greta, dai nostri ragazzi ticinesi e dai miei propri figli, particolarmente in questa giornata. Faccio sin d’ora appello al mio forte senso di responsabilità individuale, impegnadomi a portare l’attenzione su questo tema nella prossiama legislatura, se dopo le elezioni al Gran Consiglio del prossimo 7 aprile, me ne darete la possibilità.

Io credo in Noi !
Michela Pfyffer

 

Redazione | 15 mar 2019 18:31

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