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Roberta Soldati - Finalmente la pensione, e qui incominciano le difficoltà...

Le statistiche e i fatti ci dicono che la speranza di vita si è notevolmente allungata. Poter arrivare all'età della pensione in buona salute, essere finalmente liberi di organizzare la propria giornata senza orari prestabiliti, dedicarsi ai propri hobby, alla famiglia e agli amici, apre le porte ad un nuovo periodo sicuramente più spensierato. Avendo lavorato tutta la vita, pagato le imposte e pagato il debito della casa, molti pensionati si sentono di poter tirare un respiro di sollievo. Per molti di loro, invece, incominciano le difficoltà, e non di poco conto.

Chi, nel corso degli anni aveva fatto un prelievo dalla cassa pensione per poter acquistare la casa si trova davanti ad un bivio: o rimborsa l'importo prelevato e a fronte di ciò, deve accendere un debito con la banca, oppure si ritrova la rendita del secondo pilastro decurtata di conseguenza; ciò significa avere minori entrate. Chi ha svolto tutta la vita un'attività lavorativa indipendente, senza obbligo di costituire un secondo pilastro (LPP), si trova quale unica entrata la rendita AVS, che oggi varia da Fr. 1'185.-- a Fr. 2'370.-- al mese (sempre se sono stati pagati tutti gli anni di contributi).

I conti sono presto fatti: pagato il premio della cassa malati, magari l'affitto, i costi legati all'automobile (perché a 65/75 anni si e ancora in grado di guidare!), resta ben poco con cui vivere. Se poi un pensionato ha una casa in proprietà, ancora peggio, perché non ha il diritto a percepire alcun sussidio o aiuto complementare e al momento in cui deve lasciare la propria abitazione per trasferirsi presso una struttura per anziani, per pagare la retta è costretto a venderla. Il periodo della vita in cui si dovrebbero raccogliere i frutti di ciò che si è seminato, diventa un incubo e fonte di preoccupazioni con ripercussioni anche sullo stato di salute.

Ricordiamoci che le persone che oggi si trovano in pensione, sono quelle che con il loro lavoro hanno contribuito alla crescita e allo sviluppo del nostro Ticino. È grazie a loro, se oggi viviamo in un Paese dove ci sono delle buone infrastrutture, scuole, ecc.

Il compito della politica è quello di tutelare con misure reali e concrete i pensionati. A questo proposito penso alla piena deducibilità fiscale dei premi delle casse malati; ad una riduzione delle aliquote del 10% delle imposte e in attesa che venga abolito a livello federale, dobbiamo subito rivedere i parametri del valore locativo. Queste misure e tante altre, sono facili da attuare e i soldi per compensare eventuali minori entrate ci sono. Ad esempio, basta mettere un tetto massimo ai costi della gestione degli ailanti (Mozione della Lega firmata anche da Filippini e Galeazzi).

Infatti il Ticino è molto più generoso di altri Cantoni e per questo settore spende di più di quello che riceve dalla Confederazione. Oppure, mettiamo in rete le informazioni sugli utenti dei vari uffici cantonali (ufficio del lavoro, aiuti sociali, ecc.), così scoveremo più facilmente chi abusa del nostro sistema sociale e potremmo sanzionarli immediatamente. In questo modo potremo ritirare altresì più velocemente un permesso di soggiorno alle persone che abusano del nostro sistema sociale (per non trovarci con abusi di oltre Fr. 0.5 milioni come successo nel Canton Zurigo), poiché questi soldi non li recupereremo più.

Come detto, il compito della politica é quello di non rendere l'età della pensione, un incubo.

Roberta Soldati
Candidata lista Lega/UDC per il Consiglio di Stato e UDC per il Gran Consiglio

Redazione | 15 mar 2019 06:15

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