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Simone Orlandi - Perché le cose non cambiano! Perché fanno quello che vogliono…

Cardiocentro sì, Cardiocentro No?

Molti candidati sia al Consiglio di Stato sia per il Gran Consiglio si sono visti rivolgere questa domanda che, per il sottoscritto, vuole essere solo uno spunto di riflessione su quella che è la partecipazione della popolazione alla vita politica del nostro paese, ma anche alla sempre più marcata disaffezione verso la cosa pubblica.

Di fatto, con le prossime votazioni cantonali, ci si può aspettare una marcata assenza della popolazione al voto e in alternativa alla facoltà dell’utilizzo della scheda senza intestazione in modo preponderante. Un dato certo di fronte all’incognita delle urne!

Da persona professionalmente vicina al mondo della sanità, alla domanda introduttiva che rimarrà qui di seguito senza risposta, vorrei confrontarmi da candidato al Gran Consiglio con un’unica certezza ed è quella che in Svizzera, ma anche in Cantone Ticino, abbiamo una buona sanità. L’amministrazione funziona, la socialità è marcata, i servizi sono efficienti.

Non tutto è perfetto e tutto è … perfettamente migliorabile. Purtroppo vi è anche chi realmente soffre. La scelta quindi di non recarsi alle urne o di deporre una scheda senza intestazione è legittima sotto taluni aspetti ma corrisponde anche ad una rinuncia di usufruire di quei valori splendidi che corrispondono alla libertà di voto e di espressione in uno Stato dove la Democrazia diretta esercitata dal popolo è unica in tutto il mondo. La stabilità del nostro Stato e delle sue leggi è data da questi valori fondamentali e per questo, ne sono certo, qualsivoglia destino che avrà il Cardiocentro non toglierà a noi ticinesi delle buone cure. Ne vada per tutto il resto.

È importante esprimere un voto completo e partecipare allo stessoCerto, talune decisioni personali toccano e sembrano inique mentre i noti fatti degli ultimi anni fanno pensare a una politica lontana dalla gente. Guardando bene però ci accorgiamo che tutti noi siamo dei piccoli privilegiati o perlomeno lo eravamo se purtroppo si considera che il ceto medio si vede sempre più il proprio potere d’acquisto eroso trascinando troppe persone verso quella soglia di povertà che pensavamo in Svizzera fosse davvero lontana.

Ai politici non fanno paura i sondaggi perché rappresentano lo zoccolo duro di partiti e movimenti. Fa paura quell’esercito di indecisi che non vogliono esprimersi o si esprimono in modo parziale dando solo delle preferenze verso singoli candidati e non verso partiti e movimenti. Ecco perché a mio giudizio è importante esprimere un voto completo e partecipare allo stesso.
Sollecitare il politico anteponendogli un voto chiaro

E’ il solo modo reale per mettere sotto pressione i politici e per far si che a fine legislatura non si guardi verso chi ha lavorato peggio ma si pretenda di ottenere i consensi per i propri meriti facendo con questo la differenza. In questa campagna elettorale purtroppo si guardano troppo gli scandali degli altri – sarebbe comunque sbagliato dimenticarsene – e la conseguente erosione di voti o ci si arrocca su tesi assurde privilegiando in fin dei conti quel dipartimentalismo presente in Ticino manifestamente contro l’interesse pubblico e della popolazione.

Uno Stato funziona su modelli economici e sociali ben bilanciati, per questo il popolo dovrebbe essere interpellato sul modello migliore da ricercare per avere una buona e sana economia che permetta il mantenimento dello Stato sociale. Ma per sollecitare il politico bisogna a mio giudizio anteporgli un voto chiaro soprattutto da quella parte di cittadinanza che ha perso, anche giustamente, fiducia e speranza. La nostra ricchezza deve essere il benessere di tutti.

Simone Orlandi, Candidato GC UDC lista 16 cand. nr. 84

Redazione | 14 mar 2019 21:05

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