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Gilles Renaud - A che punto siamo con le auto elettriche a batteria ?

Non sempre lo sviluppo tecnologico ha portato solo a benefici. Guardando il settore della mobilità l’uso delle energie fossili, reso facile dalle tecniche di estrazione e raffinazione, ha contribuito, ad una situazione di inquinamento atmosferico, che la politica è riuscita con un certo ritardo solo in parte a contenere. Inoltre si continua a non considerare che queste fonti energetiche non solo inquinano ma sono anche probabilmente limitate nel tempo e creano squilibri geopolitici mondiali in quanto le risorse sono distribuite nel mondo in maniera difforme dall’uso. Fra qualche decennio probabilmente queste fonti saranno esaurite e dovranno essere sostituite.

Ancora una volta l’uomo, mai domo, si sta prodigando per trovare soluzioni sia all’inquinamento che all’esaurimento di queste fonti energetiche. La mobilità terrestre si sta muovendo verso la propulsione elettrica che presenta diversi vantaggi ed è entrata da qualche anno in una prima fase di industrializzazione. In una recente intervista il Professore Kostantinos Boulouchos dell’Istituto di tecnica energetica del Politecnico di Zurigo, pubblicato sul mensile di marzo del Touring Club svizzero (TCS), ha chiarito alcuni aspetti interessanti che permettono di capire, oltre la pubblicità, quale siano le caratteristiche di questa nuova forma di mobilità.

Secondo l’ETH la completa elettrificazione dell’attuale parco veicoli nazionale, se restiamo sull’attuale tecnologia di immagazzinamento dell’energie in pesanti ed ingombranti batterie, richiede un aumento importate della produzione di energia elettrica in ragione del 25% dell’attuale produzione nazionale. Visto che solo nel 2050 le energie alternative in Svizzera arriveranno a superare il 10% della produzione elettrica nazionale ciò significa che potremmo aver bisogno di una o fors’anche due nuove centrali nucleari. Altre forme di produzione, come quella di mettere un impianto fotovoltaico sul tetto di ogni auto non porta lontani.

Sempre secondo il Politecnico di Zurigo l’energia ricavata in questo modo non sarebbe nemmeno sufficiente per far funzionare l’impianto di climatizzazione e corrisponderebbe al 10% del fabbisogno per spingere l’auto in area urbana e sarebbe il 2.5% per spingerci in autostrada. Lo sviluppo tecnologico e un altra modalità di caricare le batterie porterà a migliorare questo aspetto, ma ad oggi la situazione è questa.

La terza indicazione del Prof. Boulouchos va considerata. Un auto elettrica di classe media nel suo ciclo di vita emette circa 40 tonnellate di CO2, di cui un terzo per la batteria e la metà per il propulsore. Se si considera che un auto convenzionale della stessa categoria richiederebbe ca. 10 tonnellate CO2 per produrla con le rimanenti 30 tonnellate di CO2, per restare a pareggio, potrebbe usare poco più di 10'000 litri di benzina, cioè 200'000 chilometri.

Queste tre affermazioni del Politecnico portano alla scontata conclusione che l’attuale tipologia di auto elettriche a batteria non sono lo sviluppo tecnologico che abbiamo bisogno. Per fortuna lo sviluppo tecnologico è oltre e si sta indirizzando sulle pile a combustibile, che hanno perlomeno diversi vantaggi, anche se ad oggi costosissime e non senza rischi, ma permettono un vero salto nell’uso ottimale dell’energia elettrica. L’attuale tecnologia a batteria per la Svizzera ha un aspetto critico richiede un aumento del 25% della produzione di energia elettrica (due centrali nucleari) ! Quindi non facciamoci prendere dalla fretta, e non facciamoci incantare da lobby in cerca di forti guadagni per la maggior parte sussidiati, quindi sicuri, guardiamo la realtà ed affrontiamo seriamente le problematiche sopra mentionate, ed informiamo il consumatore in modo completo. La Svizzera ha storicamente privilegiato l’approfondimento dei progetti rispetto al semplice seguire istintivamente il vento, come a tanti anche in Ticino piace, e poi quel che capita .. capita. Il mio approccio al lavoro, e quello del partito per il quale mi sono candidato, non è quello del velista di giornata, ma quello svizzero. Se devo affrontare un tema nuovo cerco riferimenti sicuri e su questi faccio le valutazioni, come nel caso delle auto elettriche nel 2019.

Gilles Renaud, municipale di Cadenazzo e candidato PPD-GG al Gran Consiglio

 

Redazione | 13 mar 2019 09:06

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