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Michela Pfyffer - Facciamo abbastanza per proteggere la salute dei nostri figli?

Si è appena conclusa la prima conferenza mondiale dell’OMS sull’inquinamento atmosferico e la salute ed è appena stato pubblicato un rapporto specifico sull’impatto dell’inquinamento sulla salute dei bambini (prescribing clean air – disponibile solo in inglese).

Le conclusioni – qui brevemente riassunte - sono davvero allarmanti:
1. ogni giorno il 93% circa dei bambini di età inferiore ai 15 anni respirano un’aria così inquinata da mettere gravemente in pericolo la loro salute e il loro sviluppo;
2. Sono stimati in 600'000 il numero di decessi annui;
3. L’inquinamento atmosferico impatta negativamente sullo sviluppo neurologico, sulle capacità cognitive e può provocare asma e certi tipi di tumori infantili, oltre ad aumentare il rischio di sviluppare malattie croniche, come le malattie cardiovascolari in età adulta.

Tre motivi principali permettono di spiegare la particolare vulnerabilità dei bambini all’inquinamento atmosferico:
1. Hanno una frequenza respiratoria maggiore, dunque assorbono una quantità maggiore di sostanze inquinanti;
2. Respirano ad una minore distanza dal suolo dove la concentrazione di sostanze inquinanti è maggiore;
3. Sono maggiormente esposti nel periodo di vita in cui il loro cervello e il loro corpo sono in piena fase di sviluppo

In conclusione del suo rapporto, l’OMS lancia un appello ai politici, di tutti i livelli e di tutti i paesi, affinché prendino delle misure concrete per ridurre al minimo l’esposizione dei bambini all’inquinamento atmosferico. Una di queste misure – di responsabilità locale – ha particolarmente attirato la mia attenzione: “le scuole e gli asili devono essere situate a distanza dalle principali fonti d’inquinamento: strade a forte traffico, fabbriche o centrali energetiche” e direi viceversa!

Sono consapevole che il problema dell’inquinamento atmosferico è un problema globale, che va innanzitutto affrontato a livello globale, ma sono anche convinta che si possa e si debba agire a livello locale. Disponendo in Cantone Ticino, grazie all’OASI (Osservatorio Ambientale della Svizzera Italiana) di dati pubblici e di rapporti statistici, quali il quadriennale STAR, possiamo vedere quanto le misure prese in passato abbiano permesso un’evoluzione favorevole con una costante riduzione dell’indice d’inquinamento tra il 1992 e il 2012; attendiamo i risultati a fine 2018, sperando che questa tendenza verrà confermata2. Le mappe ci dimostrano quanto il legame traffico – inquinamento risulti evidente e quanto le zone con indice “Molto Alto” siano ben note. Si pensi all’asse Bellinzona Nord – Sant’Antonino, Melide – Mendrisio – Chiasso, alla città di Lugano e alla valle del Vedeggio e al basso Malcantone. Le principali fonti d’inquinamento sono quindi l’autostrada A2 e le strade cantonali come quella che costeggia l’A2 tra Rivera e Ponte Tresa. L’insieme di queste strade (saturate dal cumulo di traffico locale, regionale, transfrontaliero ed internazionale) attraversa zone ad alta densità di popolazione dove, in effetti, si trovano scuole e asili. Basti pensare, nel nostro piccolo, all’esempio delle scuole dell’infanzia ed elementari di Agno, di fronte alle quali ad ogni momento del giorno si accumulano colonne di macchine.

La domanda che come politici dovremmo porci è se facciamo davvero abbastanza per proteggere la salute dei nostri bambini e soprattutto cosa potremmo e dovremmo fare meglio e di più alla luce del rapporto dell’OMS non appena pubblicato.

Circonvallazione, tram-treno e il dossier “delle due gallerie” tra Agno e Ponte Tresa che il Governo ha appena dichiarato di voler riaggiornare dopo decenni di attesa, sono senz’altro dei progetti che vanno nella buona direzione ma che, per i loro tempi di realizzazione, non porteranno una svolta a breve termine.

C’ è qualcosa che è possibile fare concretamente e in tempi brevi per tutelare la salute dei nostri bambini?

È anche per rispondere a questa domanda che abbiamo organizzato la conferenza dibattito che si terrà il prossimo 28 novembre alle 20.00, proprio alle scuole elementari di Agno, con il titolo “Traffico, Salute e Sviluppo Economico: quali prospettive per la valle del Vedeggio e il Basso Malcantone”. Sul tema della salute si esprimerà il Prof. Pons, pneumologo, professore alla facoltà di medicina dell’Università di Ginevra e primario di medicina allo Ospedale Regionale di Lugano.

La vostra presenza a questa serata sarà senz’altro un passo concreto nella ricerca di possibili soluzioni ad un problema sempre più preoccupane e che coinvolge tutti noi.

La condivisione di idee, purché supportate da informazioni e dati aggiornati, è infatti alla base di ogni cambiamento. Io credo in Noi!

Michela Pfyffer

Redazione | 9 nov 2018 14:22

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