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Adriano Alari - Un Museo Nazionale dello Sport, tra modernità e tradizione

Dopo essermi già chinato sul tema sul museo nazionale dello sport in Ticino mi sono posto alcuni interrogativi per approfondire il tema, tra i quali: perché il museo a Basilea ha dovuto chiudere e in che modo in Ticino sarebbe un successo? Proviamo a dare alcune risposte.

Il museo di Basilea poteva contare su pochi visitatori, visto il suo trasferimento ai margini della città in una struttura inadeguata, metà museo, metà magazzino. Esso non era al passo coi tempi, sia per l’ubicazione, sia per il concetto. In primis i turisti che visitano le città svizzere sono interessati prevalentemente alla cultura, alla storia e allo shopping più che allo sport. Un museo dello sport dovrebbe essere posizionato nei luoghi dove egli vive, negli stadi e altre infrastrutture sportive. In secondo luogo il concetto del museo di Basilea era antiquato: vi si potevano unicamente osservare oggetti appartenuti agli atleti, che nell'era dei social media perdono d’impatto. Gli oggetti devono essere esposti in un museo che offre al visitatore la possibilità di rivivere esperienze e sofferenze degli atleti: dove meglio di un centro sportivo?

Il potenziale numero di visitatori in Ticino è senz’altro interessante: Zurigo, tramite Alptransit, è ora più vicina al Ticino che a Losanna; il bacino insubrico è un ulteriore fonte di visitatori. Un museo di questo tipo andrebbe ad arricchire un’offerta ticinese già molto varia dal profilo culturale.

Si potrebbe suddividere la collezione in più sedi tematicamente affini agli oggetti esposti (sport invernali in uno stadio di hockey; calcio in zona Cornaredo; ciclismo nel futuro Velodromo di Ticino Cycling). Inoltre sarà possibile organizzare percorsi tematici che collegano le varie sedi. Ciò sarebbe un’opportunità per il turismo ticinese, sull’esempio del Grand Tour of Switzerland in versione sportiva. Aggiungiamoci simulazioni di realtà virtuale e apparecchiature di test fisici ed ecco che il museo si trasforma in una vera esperienza dove il visitatore si trova accanto all’atleta.
Il museo renderebbe le nostre infrastrutture sportive più attrattive aumentando gli utenti. Con un museo sportivo queste infrastrutture resterebbero aperte durante tutta la settimana e da cattedrali nel deserto, come vengono spesso dipinte dai loro detrattori, diverrebbero interessanti per Ticinesi e confederati.

Un museo nazionale dello sport è interessante e rappresenta un’opportunità per il nostro Cantone di svilupparsi turisticamente, mostrando le tradizioni sportive svizzere e le prestazioni dei nostri atleti tramite tecnologie all’avanguardia. Insomma, un museo in Ticino simbolo della nostra Svizzera: il connubio tra tradizione e innovazione che sta alla base del nostro successo. Un concetto adattato ai nostri tempi in un’ubicazione di tradizione sportiva può creare le condizioni per il successo del museo nazionale dello sport.

Adriano Alari
Comitato PLRT Comune di Riviera

Redazione | 11 ott 2018 10:35

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