“Giovani più ansiosi e depressi a causa del Covid”
Un bambino su 7 ha vissuto per un anno in lockdown. “È stato un anno lungo, soprattutto per i bambini. Molti sono in ansia e preoccupati per il loro futuro”
di Keystone-ATS/MMINO
“Giovani più ansiosi e depressi a causa del Covid”
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Almeno un bambino o un giovane su 7 - ovvero 332 milioni nel mondo - ha vissuto per almeno 9 mesi, da quando ha avuto inizio la pandemia da Covid-19, sotto misure nazionali che prevedevano l’obbligo o la raccomandazione di permanenza a casa, mettendo a rischio la salute mentale e il loro benessere. Lo rivela uno studio dell’Unicef che ha utilizzati i dati della Oxford Covid-19 Government Response Tracker.

“Un anno lungo soprattutto per i bambini”
“Con i lockdown nazionali e le restrizioni di movimento legate alla pandemia, è stato un anno lungo per tutti noi, ma soprattutto per i bambini,“ ha dichiarato Henrietta Fore, Direttore generale Unicef. “Quando - giorno dopo giorno - devi stare lontano dagli amici e distante dagli affetti e magari anche bloccato a casa con qualcuno che usa violenza, l’impatto è importante. Molti bambini hanno paura, si sentono soli, in ansia e preoccupati per il loro futuro. Dobbiamo uscire da questa pandemia con un migliore approccio alla salute mentale di bambini e adolescenti e dobbiamo cominciare dando a questa tematica l’attenzione che merita”. In risposta, l’Unicef sta supportando i governi e le organizzazioni partner per dare priorità e adattare i servizi per i bambini. Per esempio, in Kazakistan, l’Unicef ha lanciato una piattaforma online per servizi di consultorio individuali per i bambini, insieme alla formazione a distanza nelle scuole per gli specialisti della salute mentale. In Cina, l’Unicef e la società di social media Kuaishou hanno lanciato una sfida online per aiutare a ridurre l’ansia nei bambini.

“I paesi devono investire in servizi per la salute mentale dei giovani”
Quest’anno l’Unicef dedicherà il rapporto biennale State of the World’s Children alla salute mentale di bambini e adolescenti, in uno sforzo per incrementare la consapevolezza su questa sfida globale, fornire soluzioni e incoraggiare i governi a porre un’attenzione maggiore sul tema. “Se non abbiamo compreso pienamente l’urgenza prima della pandemia da Covid-19, sicuramente lo faremo adesso”, ha aggiunto Fore. “I paesi devono investire fortemente in servizi di salute mentale ampliati e supportare i giovani e coloro che si prendono cura di loro nelle comunità e nelle scuole. Abbiamo anche bisogno di programmi per la genitorialità a più ampia scala per assicurare che i bambini delle famiglie vulnerabili ricevano il sostegno e la protezione di cui hanno bisogno a casa”.

“Giovani più ansiosi e depressi”
Con l’inizio del secondo anno di pandemia, l’impatto sulla salute mentale e il benessere psicosociale di bambini e giovani è forte. In America Latina e nei Caraibi, un recente sondaggio U-Report dell’Unicef sui giovani ha generato più di 8’000 risposte e riscontrato che oltre un quarto si è sentito ansioso, il 15% depresso. Anche prima della pandemia, rileva Unicef, i bambini e i giovani sopportavano il peso dei rischi legati alla salute mentale, con la metà di tutti i disturbi mentali che si sviluppavano prima dei 15 anni e il 75% entro prima età adulta. La maggior parte delle 800’000 persone che muoiono per suicidio ogni anno sono giovani, e l’autolesionismo è la terza causa di morte tra i 15-19 anni, con tassi più alti tra le ragazze adolescenti. Si stima che globalmente un bambino su 4 viva con un genitore che ha un disturbo mentale.

“Molti bimbi lasciati senza sostegno”
Per i bambini che subiscono violenza, abbandono o abuso a casa, le chiusure hanno lasciato molti di loro con i maltrattanti e senza il sostegno di insegnanti, parenti e comunità. I bambini appartenenti a gruppi di popolazione vulnerabili - come quelli che vivono e lavorano per strada, i bambini con disabilità e quelli che vivono in contesti di conflitto - rischiano che i loro bisogni legati alla salute mentale vengano completamente trascurati. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), la pandemia da Covid-19, ha interrotto o fermato i servizi fondamentali per la salute mentale nel 93% dei paesi del mondo, mentre la richiesta di supporto per la salute mentale è in aumento. Uno studio su 194 città in Cina ha mostrato che il 16% dei rispondenti ha riportato sintomi depressivi da moderati a gravi durante la pandemia e il 28% sintomi di ansia da moderati a gravi.

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