Nuovo spettacolo di Finzi Pasca al LAC a settembre
L’artista ticinese ha raccontato in esclusiva a Teleticino il suo nuovo progetto, un’opera pensata appositamente per Lugano: “Sarà come un giro di giostra”
di Teleticino/MJ
Nuovo spettacolo di Finzi Pasca al LAC a settembre
© Foto CdT/ Chiara Zocchetti

“Ci siamo dedicati, l’ultimo mese, a lavorare e riflettere per trovare un’idea, una soluzione che dovrebbe permetterci di inventare uno spettacolo, pensato per il Ticino, per Lugano, e credo che a settembre a LAC faremo qualcosa che possa continuare anche a queste condizioni, senza perdere di vista la possibilità che sia monumentale, sorprendente, sereno, allegro e tenero”. Questo l’annuncio di Daniele Finzi Pasca, intervistato dal TG Estate di Teleticino in occasione del primo anniversario della sua “Fête des Vignerons”. Un nuovo spettacolo sarebbe quindi in lavorazione per settembre e dovrebbe aprire la nuova stagione del LAC, uno spettacolo pensato appositamente per Lugano e concepito per essere una risposta creativa ai limiti del Covid.

Uno sptaccolo accessibile, “come un giro di giostra”
“Apriremo la stagione del LAC il 10”, ha continuato l’artista, “Ve lo dico così ma ne parleremo con tutti i crismi con il LAC e con gli amici. Ci sono una serie di sponsor che in questo caso sono stati veramente degli amici. È presto, anche perché nessuno compra un biglietto per andare a uno spettacolo tra un mese, quindi è inutile che vi diciamo di più. Tra un mesetto saremo sui blocchi di partenza e vi diremo cosa succederà. Sarà qualcosa di bello e pensato proprio per caso, come un giro di giostra. Dopo tutte queste opere di durata monumentale faremo qualcosa di accessibile, che durerà come un giro di giostra”.

Una compagnia “dispersa” dal coronavirus
Al TG Estate Finzi Pasca ha anche raccontato come ha vissuto il confinamento: “È stato difficile, ero in tournee con la compagnia in Messico e all’inizio non era chiaro quanto fosse grave. Quando la gravità della situazione si è resa evidente è stato complicato riuscire a mandare tutti a casa. Io sono rimasto in America latina per due mesi aspettando che dal Brasile mi concedessero di ritornare a casa e nulla... l’ho vissuta un po’ come tanti miei colleghi, nel senso che ci stiamo trasformando in indovini, cercando di capire cosa succederà nel futuro, anche solo tra qualche mese. Si dice che i teatri riaprono ma di fatto non possono farlo normalmente, dobbiamo rinviare le tournee... siamo in una situazione molto particolare ma abbiamo deciso di rispondere in modo molto creativo”.

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