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Grande successo per l'evento firmato FOSIT

L'incontro si è svolto a Lugano, nel contesto dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile

Folto pubblico sabato 16 novembre all’USI di Lugano per l’8° Simposio annuale della FOSIT – Federazione delle ONG della Svizzera italiana: oltre 100 studenti, cooperanti e volontari si sono chinati sul tema della salute globale un giorno intero.

Nel contesto dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, il tema della salute è ben rappresentato dall’Obiettivo n. 3: “Garantire una vita sana e promuovere il benessere a tutte le età”, tema dell’anno della FOSIT, che assieme a AMCA e Medicus Mundi Suisse, vi ha dedicato 3 eventi informativi nel 2019.
Il tema della “salute per tutti” non è nuovo, ed è sempre fonte di accesi dibattiti poiché non si concorda – a livello internazionale, ma anche locale - su come raggiungere risultati concreti, di chi sono le responsabilità, quali sono le priorità e chi deve pagare.

Gli specialisti intervenuti al Simposio hanno declinato il tema da diversi punti di vista: partendo dalla politica Svizzera di salute a livello internazionale, si sono discussi problemi e ipotesi di intervento per rafforzare i sistemi sanitari nei paesi fragili, per garantire una copertura sanitaria universale, ma anche per combattere le epidemie, il dilagare di malattie trasmissibili e non, e favorire l’accesso alla salute anche ai più deboli. “Leaving no one behind” (“non lasciamo indietro nessuno”), il motto dell’Agenda 2030, si adatta molto bene al settore della sanità che registra enormi disparità fra paesi (e nei paesi stessi fra varie fasce di popolazione), a livello di equità di accesso alle cure e all’informazione.

Nei dibattiti della giornata si è posto l’accento anche sull’analisi del contesto nel quale si sta operando. Le ONG, i governi, le agenzie dell’ONU, i grandi donatori internazionali hanno contribuito dalla metà degli anni ’90 a migliorare molti indicatori di salute nei paesi più poveri, come la mortalità materno-infantile e la malaria. Ma ecco che le sfide a livello epidemiologico stanno cambiando, con il benessere portato in alcune zone che si sviluppano si vive più a lungo, magari in ambienti urbani, si consumano maggiormente prodotti nocivi per la salute: e così aumentano le malattie croniche legate a stili di vita sedentari, all’inquinamento, allo stress. E in parallelo nelle zone discoste o in conflitto armato, ancora troppe persone si ammalano o muoiono perché non hanno accesso alle cure di base. Ma è il mondo che cambia, e molto in fretta e anche le ONG e le politiche di salute devono cambiare per rispondere alle sfide.

Gli equilibri mondiali si stanno spostando, con la Cina che prende un ruolo sempre più importante e i paesi emergenti che evolvono, ma sempre con sfide demografiche enormi. In conclusione, fra i molti temi di spicco, l’importanza dei partenariati nella salute globale è stata più volte ricordata. Partenariati fra settore pubblico e privato, fra la politica e la ricerca, fra specialisti e decisori saranno la chiave del successo - o dell’insuccesso - della salute globale.
Partenariati intersettoriali: una delle maggiori sfide per tutti i settori della cooperazione internazionale allo sviluppo e dell’aiuto umanitario.
Per questo la FOSIT dedicherà l’anno 2020 all’Obiettivo 17 dell’Agenda 2030: “Partnership per gli Obiettivi”.

Redazione | 18 nov 2019 20:51

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