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La Pinacoteca Züst espone il suo più recente acquisto

Il quadro del pittore rinascimentale Francesco De Tatti verrà esposto nella mostra, con l'allestimento di Mario Botta, che verrà inaugurata domani

Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS), tramite la Divisione della cultura e degli studi universitari (DCSU), comunica che un dipinto dell’importante pittore rinascimentale varesino Francesco De Tatti acquistato nel 2017 dal Cantone Ticino, risalente all’inizio del XVI secolo e parte del polittico già sull’altare maggiore della Chiesa di Santo Stefano a Rancate, sarà esposto alla Pinacoteca cantonale Giovanni Züst nell’ambito della mostra dal titolo “Il Rinascimento nelle terre ticinesi 2. Dal territorio al museo”, con l’allestimento di Mario Botta, che sarà inagurata domani, 28 ottobre 2018, e resterà aperta fino al 17 febbraio 2019.

L’acquisto dell’opera di De Tatti è stato una fortunata coincidenza così raccontata dalla direttrice della Pinacoteca Mariangela Agliati Ruggia: “Una breve e-mail di Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa nell’estate 2017 ci informava che il 22 settembre presso la casa d’aste Koller di Zurigo sarebbe passato il frammento di predella che Francesco De Tatti intorno al 1525 realizzò per la chiesa di Santo Stefano a Rancate e concludeva così: «Ci raccomandiamo di comperarlo per il museo». L’operazione è andata a buon fine grazie anche all’appoggio e sostegno dei membri della Commissione scientifica della Pinacoteca Züst, della Direttrice della Divisione della cultura e degli studi universitari Raffaella Castagnola Rossini e del Consigliere di Stato Manuele Bertoli. È stato poi quasi naturale costruire attorno al fortunato acquisto una mostra.”

La mostra "Il Rinascimento nelle terre ticinesi 2", con l’allestimento di Mario Botta, nasce nell’ambito dell’Anno europeo del patrimonio culturale, che vede coinvolti 28 Stati all’insegna del motto "Il nostro patrimonio: dove il passato incontra il futuro". Lungo questa direzione la mostra, nel rendere omaggio ai fondatori della storia dell’arte in Svizzera, si interroga sulle forme di conservazione e di dispersione del patrimonio artistico ticinese di epoca e stile rinascimentale, con il temporaneo rientro di opere che hanno lasciato queste terre: dalla pala di Bernardino Luini, oggi in una chiesa della
campagna inglese, a un trittico di Calisto Piazza diviso tra più proprietà e per la prima volta, dopo secoli, riunito: eppure entrambi si trovavano in Santa Maria degli Angeli a Lugano. Altre opere hanno invece lasciato le sedi per cui erano state realizzate per trovare definitivo asilo nel Museo nazionale svizzero di Zurigo.

 

 

Redazione | 26 ott 2018 16:38

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