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"A Locarno nel segno di... Dimitri"

Maria Cassi di scena in Ticino con Suoniemozioni: "Mi sento onorata quando vengo paragonata a Charlie Chaplin”

“Fiorentina di nascita ma nomade di spirito.” Così si può definire Maria Cassi: attrice, comica, regista e molto altro. Insomma, un’artista a 360 gradi che grazie al suo talento ha avuto modo di girare il mondo portando ovunque i suoi spettacoli e le sue interpretazioni. Il 3 di marzo tornerà al Teatro di Locarno con il suo spettacolo Suoniemozioni, basato sulle musiche della celebre coppia Mogol-Battisti che, dal suo debutto ad oggi, ha riscosso grande successo. Abbiamo perciò colto l’occasione per farci raccontare da lei alcuni dettagli sullo spettacolo e sulla vita in giro per il mondo.

Los Angeles, New York, Praga, Amsterdam, Bucarest, Tokyo, e Parigi, che è un po’ la tua seconda casa, le tue esibizioni sono vissute in modi differenti nei diversi paesi?
Fortunatamente la reazione è sempre la stessa, perché il pubblico generalmente si diverte sempre molto e ottengo sempre una risposta molto positiva, molto bella e molto interessante. Sicuramente di paese in paese cambiano i modi di recepire la comicità e il tipo di teatro che faccio io, che è un teatro non solo di parola ma è anche molto legato alla fisicità e all’espressività. È una comicità che forse va un pochino oltre le barriere della lingua e questo è quello che mi ha anche permesso di girare un po’ il mondo, nonostante la parola, la musica e il canto siano molto presenti in ciò che faccio. Comunque ho avuto modo di scoprire che in tutte queste diverse culture c’è sempre stata una grande empatia immediata e perciò anche una soddisfazione molto grande da parte mia.

Il tuo teatro viene descritto come contemporaneo e “demodé" allo stesso tempo…
Penso che scaturisca dal fatto che elaboro qualcosa di tradizionale, infatti mi rifaccio a dei canoni della comicità molto tradizionali e anche antichi, che sono quelli del clown: una comicità che voi in Svizzera conoscete bene avendo avuto il grandissimo Dimitri che è stato un grande maestro di questo. Ecco, lui è un personaggio al quale mi sento molto legata, perché oltre ad essere un maestro, è stato anche un grandissimo amico e per me è sempre un grande piacere venire in Svizzera, perché la prendo come una dedica e un ricordo a quanto per me sia stato veramente importante il mio legame con lui e con tutta la sua famiglia. Ad ogni modo, io sono di stampo più francese, ho studiato con Jacques Lecoq e con Pierre Byland, che è stato appunto il mio maestro di clown, quindi direi che si parte da una comicità antica, che si basa su dei canoni storici e forti, però sicuramente rivisitati a modo mio, quindi con una toscanità molto forte e perciò anche con una cultura mediterranea. Suppongo che significhi un po’ questo: qualcosa di molto tradizionale rivisitato in maniera contemporanea.

È già capitato che tu venissi paragonata a Charlie Chaplin, da cosa pensi che derivi questo confronto?
Io sono molto onorata quando mi sento accostata a quello che è forse il più grande comico e clown mai esistito. Penso che sia un po’ per tutto quello che ho detto poco fa, ma forse anche per il fatto di una donna che usa anche molto la trasformazione fisica pur non rinunciando mai a quello che è la sensualità femminile. Spesso senza l’aiuto di travestimenti veri e propri, ne maschere ne costumi, trasformo il mio corpo in modo tale che le persone spesso mi dicano “Vediamo in te realmente un’altra persona”, “Vediamo altri personaggi: vediamo un vecchio, vediamo una vecchia, un bambino, un animale,…”. Quindi insomma, penso che sia tutto frutto di questo bel lavoro che sono riuscita a fare, che dei grandi maestri mi hanno insegnato e che io porto avanti un po’ nella tradizione.

Infatti nei tuoi spettacoli ti ritrovi a interpretare un sacco di personaggi e personalità, si può dire che nasca tutto dalla vita quotidiana?
Sicuramente, perché il mio occhio ovviamente si nutre ogni giorno di vita quotidiana, il mio lavoro è questo: oltre allo studio, la lettura, l’arte, la musica,… Sono una grande appassionata di umanità e di vita, quindi quando esco non posso fare a meno di guardare tutto quello che mi circonda. Io sono veramente molto innamorata della vita e molto innamorata in qualche modo di tutti gli accadimenti. Ne traggo un po’ un mestiere: guardo, registro nella mia testa, mi incuriosisco, mi commuovo oppure rido e attraverso a questo, invece di scrivere ad esempio una poesia, cerco di scrivere attraverso il mio corpo un racconto. Sono un po’ figlia della commedia dell’arte e dell’improvvisazione e di quella scintilla che ti arriva in un preciso momento, che poi diventa drammaturgia.

Suoniemozioni si basa sulle musiche della coppia Mogol-Battisti, da dove nasce l’idea di questo spettacolo?
È nata dall’amore che io provo per Battisti e Mogol, perché io sono una ragazza di quell’epoca e quindi sono cresciuta in quel periodo dove Battisti ha significato molto per la mia generazione, per me forse in modo particolare. Comunque sono cresciuta con tanta musica tra cui i Beatles, i Rolling Stones, Bob Dylan,… Per gli Italiani secondo me Battisti è stato un amico, come tutti questi musicisti lo sono stati in quegli anni. Sono cresciuta con questa amicizia, con l’amicizia della musica, con la curiosità di andare a scoprire sentimenti, a scoprire emozioni. Battisti è stato un po’ questo e lo spettacolo lo racconta: la sua musica è un po’ un pretesto, perché poi io spesso faccio i miei spettacoli per poi parlare di memoria, di gente, di umanità, di curiosità, di ridere, di commuoversi e così via.

La comicità che cogli nei brani nasce dal tuo vissuto?
In realtà alcuni brani vengono presi e riadattati e attraverso una determinata canzone io racconto poi un personaggio, un modo di essere o altro. Altri invece sono scelti semplicemente per la bellezza di poterli riascoltare e io cerco di interpretarli, mentre alcuni li prendo e li rendo proprio comici. Insomma, è un lavoro che si basa anche un po’ su questa drammaturgia musicale che per l’appunto è Battisti, che ha attraversato un periodo della mia gioventù e quindi lo sfrutto per raccontare un po’ cos’è l’adolescenza, cos’è stata per me. Sono vari scalini che si sviluppano attraverso a note che per me rimangono immortali.

Per i biglietti di Suoniemozioni vai sul sito mediatickets.ch (clicca qui)!

Michele Sedili

Redazione | 26 feb 2018 11:11

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