

«Questa volta la linea rossa dell'Iran è chiara: documenti e firme da soli non sono una garanzia. Il garante concreto della sopravvivenza dell'accordo è lo Stretto di Hormuz». Lo ha scritto su X Ali Akbar Velayati, consigliere per gli Affari internazionali della Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei.
«La storia testimonia che tutti gli invasori giunti con desideri egemonici, da Alessandro Magno a Gengis Khan fino a Donald Trump, sono stati assorbiti nell'abbraccio dell'antica civiltà iraniana», ha affermato, aggiungendo che «la geografia non mente ed è il giudice finale dei trattati scritti su carta».
Secondo una ricostruzione di Channel 12, il premier israeliano Benyamin Netanyahu avrebbe aggiornato il presidente Usa Donald Trump in modo indiretto sull'espansione delle operazioni in Libano con l'intenzione di ampliare le operazioni e spingersi oltre la Linea Gialla per controllare il fuoco di Hezbollah. Il messaggio sarebbe stato trasmesso tramite l'ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, alla Casa Bianca.
La risposta americana a Netanyahu sarebbe stata inequivocabile: «Non attaccate Beirut, non vogliamo vedere edifici crollare. Ciò avrebbe un effetto destabilizzante sull'intero processo di accordi regionali, innanzitutto sui negoziati con l'Iran, ma anche sui colloqui diplomatici con il Libano che si stanno svolgendo a Washington».
Tuttavia, un alto funzionario israeliano ha dichiarato a Channel 12 che «anche se non c'è autorizzazione ad attaccare edifici, per quanto riguarda le eliminazioni mirate, se si presenta un'opportunità operativa, non esiste alcun divieto».
Il portavoce dell'Organizzazione statale dell'Aviazione Civile iraniana ha dichiarato che l'aeroporto Internazionale di Tabriz, nel nord-ovest, riapre oggi, dopo essere rimasto chiuso per la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. Tabriz si trova nella provincia dell'Azerbaigian Orientale.
«L'aeroporto si unirà ad altri circa 20 terminal nel Paese che hanno già ripreso le operazioni», ha spiegato Majid Akhavan, citato dalla televisione di Stato.
Fonti di Hamas nella Striscia di Gaza hanno confermato al quotidiano Asharq Al-Awsat che il nuovo comandante militare di Hamas, Muhammad Odeh, è stato ucciso dalle forze israeliane in un raid aereo che ha colpito un appartamento nel quartiere di Rimal, nel centro di Gaza City. Il corpo è stato ritrovato e le fonti hanno aggiunto nell'attacco sono rimasti uccisi anche la moglie e i figli.
Muhammad Odeh, capo dell'ala militare di Hamas, è stato ucciso dall'Idf in un attacco a Gaza City. Lo riferiscono fonti dello Stato ebraico.
«Su indicazione del Primo Ministro Benjamin Netanyahu e del Ministro della Difesa Israel Katz, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno appena condotto un attacco a Gaza prendendo di mira Mohammed Odeh – il nuovo comandante dell'ala militare dell'organizzazione terroristica Hamas e uno degli architetti del massacro del 7 ottobre», si legge in una dichiarazione congiunta rilasciata da Netanyahu e Katz.
Odeh è quindi stato ucciso a pochi giorni dalla nomina. Il suo predecessore, uno degli artefici del massacro terroristico del 7 ottobre, Izz ad-Din Haddad, era stato eliminato durante un attacco a Gaza City 10 giorni fa.
Successivamente, nella Striscia c'è stato un altro attacco, ed entrambi i raid hanno causato almeno due morti e oltre dieci feriti.
Sono 31 i morti nei bombardamenti aerei israeliani di ieri nel Libano meridionale, che hanno colpito le città e nei villaggi di Burj al-Shamali, Kouthariyat al-Ruz, Hboosh, Marakah e Salaa. Altre 40 persone sono rimaste ferite. Lo riferisce Al Jazeera citando il Ministero della Salute di Beirut.
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha ribadito l'appello di Pechino al rispetto del cessate il fuoco in Medio Oriente e ha espresso la speranza che gli Stati Uniti e l'Iran cerchino un compromesso. Lo ha riferito l'agenzia statale XINHUA. «Ci auguriamo che le parti interessate rimangano determinate a cercare un cessate il fuoco e continuino a cercare un terreno d'intesa comune affinché la pace torni il più presto possibile in Medio Oriente», ha detto il ministro, citato dall'agenzia.
Donald Trump attacca i media per la copertura della guerra in Iran. «Anche se si arrendesse direbbero che ha riportato una vittoria schiacciante. Sono pazzi», ha detto il presidente sul suo social Truth puntando il dito contro il New York Times, il Wall Street Journal e CNN. «Se l'Iran si arrendesse, ammettesse che la sua Marina è perduta e giace sul fondo del mare, e se l'intero esercito uscisse da Teheran, con le armi a terra e le mani alzate, gridando all'unisono 'mi arrendo, mi arrendo', mentre sventola freneticamente la simbolica Bandiera Bianca, allora - afferma Trump - il 'Failing New York Times', il 'China Street Journal' (Wsj), la corrotta e irrilevante CNN e tutte le altre fake news titolerebbero che l'Iran ha riportato una vittoria magistrale e brillante sugli Stati Uniti d'America, e che non c'è stata nemmeno partita. I democratici e i media hanno perso completamente la bussola. Sono diventati assolutamente pazzi».

