Salah: “Era autentico islam”
A processo, il terrorista del Bataclan di Parigi provoca i presenti, riaffermando la bontà della strage compiuta. L’attacco sarebbe stato una risposta alle operazioni militari francesi contro l’Isis siriano
di Keystone-ATS/daco
Salah: “Era autentico islam”

“Abbiamo combattuto la Francia, abbiamo attaccato la Francia, prendendo di mira la popolazione, i civili. Ma in realtà, non abbiamo niente di personale contro quella gente: il nostro bersaglio era la Francia e nient’altro. Per i suoi aerei che hanno bombardato lo Stato islamico, gli uomini, le donne e i bambini”. Salah Abdeslam, l’unico terrorista sopravvissuto dopo le stragi del 13 novembre 2015 a Parigi, durante il processo torna a parlare e lo fa con parole che suscitano l’indignazione dei presenti, delle parti civili e dei parenti delle vittime. Da qualche banco si sono levate grida di protesta, insulti. In molti piangevano, si stringevano l’uno con l’altro.

Ammette le proprie responsabilità
Freddo e determinato, nel giorno del suo 32esimo compleanno Salah ha ammesso la sua responsabilità negli attentati. Lo fa con fierezza, senza ombra di rimorso. Fra i 14 imputati, anche Mohamed Abrini - indicato nelle indagini come “l’uomo con il cappello” per una foto sulla quale fu inizialmente individuato ma non identificato - ha riconosciuto di aver partecipato agli attentati. Ha però assicurato che non era lui “il cervello delle operazioni”.

Salah Abdeslam, diversamente dalle prime udienze in cui aveva infranto ogni regola costringendo il presidente del tribunale a chiudergli il microfono, ha parlato oggi quando il giudice gli ha dato la parola. Lo ha fatto con una voce controllata, misurata, molto diversa rispetto a quella dei suoi primi interventi, in cui annunciò di aver “abbandonato qualsiasi professione per diventare un combattente dello Stato islamico”.

“Quelli che voi chiamate terroristi sono musulmani”
Stavolta, in una dichiarazione “spontanea” sollecitata dai suoi difensori, ha esordito avvertendo che sarebbe stato “un po’ lungo”. In realtà, ha parlato per cinque minuti, ma per i presenti e per i familiari delle persone rimaste uccise o ferite è stato un tempo interminabile. Ha mostrato anche insofferenza per le parole usate per definire lui e gli altri imputati, “terroristi, jihadisti, radicalizzati... in realtà - ha obiettato - si tratta soltanto di autentico islam, e questi terroristi, questi radicali, sono dei musulmani”.

“Hollande sapeva che dei francesi sarebbero morti”
Ha parlato sempre con la mascherina nera abbassata, vestito con una t-shirt scura, i capelli fissati all’indietro con il gel: “Quando François Hollande ha preso la decisione di attaccare lo Stato islamico in Siria - ha continuato Abdeslam - sapeva i rischi che correva. Sapeva che prendendo quella decisione, dei francesi sarebbero morti”. “So che queste mie parole possono scioccare - ha aggiunto - soprattutto delle anime sensibili. Ma il mio scopo non è di rigirare il coltello nella piaga. Il minimo che si possa dire alle vittime, è la verità”.

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