Mai così tante persone in fuga nel mondo
È il bilancio stilato dal nuovo rapporto dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati
di Keystone-ATS
Mai così tante persone in fuga nel mondo
Immagine Shutterstock

Mai così tante persone al mondo sono state costrette a fuggire dalle proprie case per guerre, violenze, persecuzioni e violazioni di diritti umani. È il drammatico bilancio contenuto nel nuovo rapporto Global Trends 2021 dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), che fotografa una situazione sempre più preoccupante, con un record di persone in fuga nel mondo, aumentate ogni anno nell’ultimo decennio e ora nel numero più elevato da quando si è cominciato a registrare il dato.

L’aumento dei numeri globali
Alla fine del 2021, le persone in fuga risultavano essere 89,3 milioni, in aumento dell’8% rispetto all’anno precedente e ben oltre il doppio rispetto al dato registrato dieci anni fa. L’invasione russa dell’Ucraina - che ha causato uno degli esodi forzati di più ampia portata e quello in più rapida espansione dalla Seconda Guerra mondiale - e altre emergenze come in Africa o in Afghanistan hanno portato la cifra a superare la drammatica soglia dei 100 milioni già a maggio 2022.
“Ogni anno, nell’ultimo decennio, i numeri sono aumentati”, ha osservato l’alto commissario dell’Onu per i rifugiati, Filippo Grandi. “Se la comunità internazionale non unirà le forze per far fronte a questa tragedia umana, risolvendo i conflitti in corso e individuando soluzioni durature, questa terribile tendenza continuerà”.

I dati sui rifugiati
Nel 2021, il numero di rifugiati è cresciuto arrivando a 27,1 milioni, mentre 4,4 milioni sono i venezuelani fuggiti all’estero. Più dei due terzi (69%) sono fuggiti da soli cinque Paesi: Siria (6,8 milioni), Venezuela (4,6 milioni), Afghanistan (2,7 milioni), Sud Sudan (2,4 milioni) e Myanmar (ex Birmania, 1,2 milioni).
Alla maggior parte dei rifugiati, ancora una volta è stata assicurata accoglienza da paesi confinanti dotati di scarse risorse. La Turchia ha accolto quasi 3,8 milioni di rifugiati, il numero più elevato su scala mondiale, mentre il Libano ha accolto il più elevato numero di rifugiati pro capite (uno su otto). Il numero di richiedenti asilo ha raggiunto i 4,6 milioni, un incremento dell’11%.

... e sugli sfollati, in aumento da quindici anni a causa dei conflitti armati
Il 2021 ha fatto poi registrare per il quindicesimo anno consecutivo un aumento degli sfollati nel proprio paese a causa di conflitti, arrivati a 53,2 milioni. I richiedenti asilo hanno presentato lo scorso anno 1,4 milioni di nuove domande di protezione, con gli Stati Uniti al primo posto per richieste individuali (188’900).
L’anno scorso è stato particolarmente degno di nota per il numero di conflitti che si sono riacutizzati e di nuovi che sono esplosi: secondo la Banca mondiale, 23 Paesi sono stati teatro di guerre di intensità media o alta, per una popolazione totale di 850 milioni di persone.

Dei segnali incoraggianti, malgrado tutto
Tuttavia, Global Trends offre alcuni barlumi di speranza: sebbene le cifre siano modeste, il numero di rifugiati e di sfollati interni che hanno fatto ritorno a casa nel 2021 è aumentato a 5,7 milioni, tornando ai livelli pre-Covid-19 e facendo registrare un incremento del 71% dei casi di rimpatrio volontario.
Un altro dato incoraggiante è che sebbene si stimi che nel 2021 i casi siano lievemente aumentati, circa 81’200 apolidi hanno acquisito una cittadinanza o se la sono vista confermare: il miglior risultato in termini di riduzione dell’apolidia da quando l’Unhcr ha lanciato la campagna #IBelong nel 2014.

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